AMMINISTRATIVE 2012

Elezioni L’Aquila, tensioni e insulti, «per Properzi la peggior feccia socialista»

D’Eramo (La Destra) contesta l’incoerenza del Pdl e torna a chiedere il voto utile

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Elezioni L’Aquila, tensioni e insulti, «per Properzi la peggior feccia socialista»
L’AQUILA. Luigi D’Eramo contestA la coerenza «che non c’è». Ma anche «l’ignoranza che dilaga» e «la presunzione con cui questo Pdl, consunto e stracciato, tenta di imbambolare gli Aquilani».

Il capolista di Prospettiva 2022 e segretario regionale de La Destra è fermo e chiaro e dimostra di non aver ancora digerito quanto successo con le primarie, prima annunciate e poi annullate.
«L’Aquila non può continuare a decadere, come è stato con Cialente, né può essere impiastricciata dagli “ominicchi” di Properzi», attacca D’Eramo. «Il momento è topico, dobbiamo scegliere un altro futuro per la città. Con previdenza. Ed è per questo che ritengo sia giusto che tutti sappiano che votare Properzi significa votare Cialente. E’ un voto sprecato che può essere ben speso, invece, dando il proprio consenso a Giorgio De Matteis che ha saputo operare con discrezione e capacità, senza cedere a beghe e connivenze».
E l’esponente de La Destra se la prende soprattutto con Alfonso Magliocco che lo aveva accusato di eccessivo nervosismo, «sintomatico dello stato d'ansia da prestazione che lo attanaglia» e se di essere diventato assessore provinciale «grazie ad una telefonata da Roma».
«Le esternazioni di Magliocco», replica D’Eramo, «rendono l’idea di come egli abbia ridotto il PdL locale che guida “telecomandato” da altri. Passerà alla storia per la brevità del suo incarico. Ciò che sono lo devo solo alle oltre 400 persone che sempre hanno creduto nella mia persona e che mi hanno concesso l'onore di rappresentarli nella massima assise civica. Sarebbe simpatico se Magliocco ci dicesse perché non ha proposto la sua candidatura»
E intanto anche a L’Aquila come a Montesilvano è polemica per la nomina degli scrutatori e la scelta politica delle persone che per due giorni dovranno coordinare le operazioni di voto. Lelio De Santis, segretario Idv, parla di «esempio di cattiva politica» e ritiene «sbagliato e ingiusto» questo «criterio clientelare». De Santis non addebita la responsabilità alla Commissione elettorale o ai Consiglieri, per un giorno datori di lavoro precario, «ma al sistema opportunistico che vige nel Comune di L’Aquila e che nessuno dei rinnovatori solo a parole ha voluto cambiare».
Mattia Fonzi, di Cambia Musica per Ettore Di Cesare sindaco sostiene invece che il Pd violi continuamente la par condicio. «Approfittano del proprio doppio ruolo di amministratori e candidati», spiega Fonzi, «confondono consapevolmente e in modo vergognoso la comunicazione istituzionale con quella elettorale. Delle due l'una: o non conoscono la legge elettorale o utilizzano le proprie posizioni di potere per avere visibilità elettorale. Scorrendo i nomi della lista del Pd, dubito che sia valida la prima ipotesi, vi sono candidati che siedono in consiglio comunale da più di vent'anni, conoscono fin troppo le regole del gioco».
E Fonzi fa anche esempi concreti: «c’è lo spot “istituzionale” del Consiglio Comunale che va in onda su una emittente locale vede un Carlo Benedetti tra le 99 cannelle; Pietro Di Stefano manda comunicati stampa in forma 'personale' per la firma di accordi sugli aggregati; e non ultima Stefania Pezzopane che – oltre a violare palesemente la par condicio su La7 – commenta un concerto gratuito organizzato dall'amministrazione per il prossimo 19 maggio (il giorno prima dell'eventuale ballottaggio): sono piccoli episodi che ci ricordano ancora una volta l'arroganza di chi detiene il potere politico in questa città».