AMMINISTRATIVE 2012

Legambiente, appello ai candidati sindaci: «45 punti per un città sostenibile»

L’associazione consegna idee e proposte per il prossimo governo della città

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Legambiente, appello ai candidati sindaci: «45 punti per un città sostenibile»
L’AQUILA. Una città energeticamente autosufficiente, dalla modalità urbana sostenibile ed una politica dei rifiuti altamente efficiente.

Ma anche una città che protegga e valorizzi i suoi beni culturali e il suo patrimonio naturale, razionalizzi il suolo e gli insediamenti, sia completamente dalla parte della legalità e che punti alla ricostruzione sociale.
Questi sono i punti di forza e le sfide che Legambiente vorrebbe per la nuova L’Aquila, e che sono riassunti in circa 45 post-it che l’associazione consegna ai candidati sindaci del 2012 come una sorta di memento per la loro agenda politica. All’associazione piacerebbe conoscere, naturalmente prima del 6 maggio, l’opinione dei diretti interessati.
«La ricostruzione de L’Aquila – commenta Francesca Aloisio, presidente del Circolo Legambiente de L’Aquila – deve essere l’occasione per progettare una città sicura che sappia essere allo stesso tempo sia antica, per la ricchezza di storia, cultura e monumenti, sia moderna, capace di vincere la sfida della sostenibilità. Così L’Aquila, capoluogo regionale, non solo tornerà a vivere, ma potrà svolgere anche un ruolo da protagonista con la forza del suo straordinario patrimonio di intelligenza, cultura e natura».
“La forza e le sfide de L’Aquila” è il documento che Legambiente consegna alle segreterie dei candidati sindaci e con cui l’associazione individua alcuni obiettivi da conseguire per una Ricostruzione, materiale e immateriale, sostenibile ed ecocompatibile. Legambiente crede che una città modernamente sostenibile sia l’unico progetto in grado di immaginare L’Aquila del futuro. «L'Aquila e la regione Abruzzo hanno l'opportunità di diventare un prototipo e un modello di moderno luogo di vita del XXI secolo con la ri-progettazione di un luogo capace di coniugare cultura, ambiente, scienza e tecnologia nella creazione di un habitat di elevata qualità per le generazioni future».

I PUNTI CENTRALI
Per una città autosufficiente dal punto di vista energetico si propone di vincolare la certificazione degli edifici con standard minimi di classe B; incentivare la classe A; prevedere che gli obiettivi previsti dal regolamento edilizio valgano per tutti gli interventi; rendere obbligatorio l’utilizzo di una quota di energia rinnovabile, soprattutto negli edifici pubblici, e definire un accordo con la Soprintendenza per permettere di installare pannelli e tecnologie integrate; incentivare il teleriscaldamento e le reti elettriche e di cablaggio più innovative; far diventare la smart grid una priorità; incentivare la realizzazione di impianti ad energie rinnovabili, recuperando anche spazi degradati o sottoutilizzati.
Per la salvaguardia dei beni culturali «occorrere mantenere il costruito storico nelle sue fattezze stilistiche, senza prescindere dalle tecnologie antisismiche ed ecosostenibili».
Poi i rifiuti: «necessaria una politica altamente efficiente significa estendere e rafforzare il sistema di raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale; realizzare un sistema di isole ecologiche (centri di raccolta) a servizio del sistema di raccolta differenziata ed un impianto di compostaggio per la frazione umida derivante dal sistema di raccolta differenziata».
La Provincia de L’Aquila rappresenta la cenerentola delle province abruzzesi nella gestione dei rifiuti urbani: la media di raccolta differenziata nel 2011 è stata stimata attorno al 22%, rispetto alla media regionale del 33%. Il Comune de L’Aquila, con una percentuale di poco inferiore al 19%, contribuisce da sempre in maniera determinante al poco invidiabile primato.
Si chiede di non sottovalutare la Ricostruzione sociale: «occorre riaprire al più presto spazi di aggregazione per gli anziani, oppure individuarne di nuovi; provvedere ad un collegamento capillare del centro con le periferie anche di domenica». Poi ancora parcheggi di interscambio periferici tarati sulle esigenze effettive della città.