AMMINISTRATIVE 2012

Montesilvano, dossier di Rifondazione: è polemica: «imbarbarimento politica»

Ma Di Sante rivendica il documento stilato

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Montesilvano, dossier di Rifondazione: è polemica: «imbarbarimento politica»
MONTESILVANO. «Così non si fa politica», «imbarbarimento dei metodi», «il mezzuccio dell’insinuazione», «una caccia alle streghe».

Ha creato più di qualche malumore il dossier diffuso da Rifondazione Comunista e dal suo candidato sindaco Corrado Di Sante sui trasformisti e indagati che si presenteranno alle elezioni di Montesilvano il 6 e il 7 maggio prossimi.
Tra i più scettici c’è Vittorio Iovine, portavoce di Sinistra Unita, che esprime «profondissimo biasimo per l'imbarbarimento del modo di fare politica che questo libello rappresenta».
«Nessuno scoop, nessuna denunzia, solo una banale cronistoria di ovvietà», sostiene Iovine, «solo un modo antipatico di porsi. Ecco, l'antipatia al potere».
L’esponente di Sinistra Unita parla anche di «spocchia» di chi, «ergendosi al di sopra di tutti, indossata la bianca veste del censore, insiste fino allo sfinimento per ribadire la propria superiorità morale». Ma anche del «mezzuccio dell'insinuazione per assicurarsi un vantaggio elettorale a danno di persone preparate e competenti, che neppure ha mai avuto la curiosità di conoscere».
Nico Liberati (Udc) sostiene, invece, che la condanna di Di Censo, citata nel dossier di Rc, «non c’entra con la politica».
Ma Di Sante replica: «la sentenza della Corte dei Conti si riferisce alle assunzioni dei generi di Di Censo dal 2003 al 2004: il fatto è che Di Cenzo era assessore al personale. E' o non è il funzionamento della macchina comunale un punto programmatico? E' questa la meritocrazia che Di Mattia vuole portare in Comune?»
Alessandro Rinnaudo presidente dell’associazione Montesilvano nel cuore contesta a Di Sante di star «conducendo una strana campagna elettorale preoccupandosi di verificare le presunte irregolarità dei candidati sindaci concorrenti, demonizzando l’utilizzo lecito dei fondi destinati alla campagna elettorale, piuttosto che concentrarsi prevalentemente nel proporre ai cittadini di Montesilvano il proprio programma elettorale». «L’utilizzo dei trotter da parte dei candidati sindaci è più che legittimo», spiega Rinnaudo, «chiaramente gli stessi non riescono a controllare minuziosamente la sosta degli stessi, ma devono giocoforza affidarsi alle agenzie che li affittano. La stessa Polizia Municipale, che termina il turno alle 19, non può controllare la sosta in aree pubbliche degli automezzi. Attenzione però a non confondere tutte le aree di parcheggio con aree pubbliche, facendo così una caccia alle streghe inammissibile. Invito il caro Di Sante a contribuire a rasserenare gli animi della campagna elettorale, evitando che si faccia un “dalli all’untore” ingiustificatamente, con il rischio di esacerbare gli animi e magari mettendo in testa idee malsane a qualche esagitato».