POLITICA

Dimissioni Luciani. Di Renzo: «ecco il totalitarismo del sindaco»

Il consigliere sfiduciato del Pd: «cacciato solo perché in disaccordo»

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Dimissioni Luciani. Di Renzo: «ecco il totalitarismo del sindaco»
FRANCAVILLA AL MARE. Espulso perché in disaccordo. Amareggiato, deluso e disincantato.

Il consigliere comunale Stefano Di Renzo parla delle dimissioni, poi ritirate del sindaco Luciani e della sua espulsione dal Pd.
Ora che il verdetto quasi unanime del partito è stato emanato, Di Renzo attende almeno di conoscere la motivazione della intenzione di estrometterlo, parla della sua indole ribelle che lo ha spinto a votare contro e ringrazia quanti hanno continuato a sostenerlo anche dopo il colpo di testa che ha portato agitazione nell’amministrazione.
«Attendo ancora di sapere i motivi del “decreto” di espulsione», ha detto, «si parla di incompatibilità, di non fare squadra, ma non credo che la politica sia equiparabile alla gestione di una equipe di calcio dilettantistica, essa è altra cosa». In realtà tuttavia  non è mai emerso finora da parte del Pd un atto formale di espulsione del consigliere ma solo dichiarazioni che lo fanno prevedere. Dunque ad oggi Di Renzo risulta a tutti gli effetti un consigliere del Pd.

«DUE PESI E DUE MISURE»
«Se Paolucci o Viani ritengono che io abbia violato le regole democratiche del partito attivino le procedure previste dallo Statuto del Pd e non si arroghino il diritto di emanare decreti». Così Di Renzo ha bacchettato i suoi “colleghi” accusandoli di una politica parziale visto che i consiglieri del Pd che sotto la giunta Di Quinzio votavano ripetutamente contro i provvedimenti presentati, non sono stati sanzionati così pesantemente come lui.

«LA FORMULA TOTALITARIA: O CON NOI O CONTRO DI NOI»
Quanto ai suoi colpi di testa, il consigliere ha chiarito che le delibere contro cui ha votato, quella sui cambi di destinazione d'uso degli alberghi in residenza (ritenuta da lui illegittima) e quella Edmondo non erano oggetto del programma elettorale ed erano contrarie alle idee portate avanti negli anni del centro sinistra. Poi, il consigliere ha puntato il dito contro Luciani che si sarebbe lanciato in un’operazione trasformismo «essendo già all’opera per acquistare consiglieri dell’opposizione».
Infine Di Renzo ha riservato qualche parola anche al collega Lorenzo Pirozzi l’unico dei tre traditori ad essere riammesso in casa Luciani. «Mi congratulo con lui», ha detto con ironia, «per la prova di carattere offerta alla città votando prima insieme a me contro una delibera sbagliata e poi sfiduciandomi da capogruppo sulla stessa tematica».
Infine parole di ringraziamento sono state rivolte al Presidente dell’assemblea degli iscritti Arabella Morelli e alle dimostrazioni di stima ricevute dai cittadini.
Il sindaco di Francavilla Antonio Luciani ha rassegnato le dimissioni dopo la mancata approvazione della delibera sull’urbanistica che prevedeva un accordo con il costruttore Edmondo sull’area ex Mencarelli. Dopo qualche giorno il sindaco è tornato sui suoi passi riammettendo in squadra solo Lorenzo Pirozzi. Di Renzo è stato sfiduciato dal Pd cittadino perché non in linea con i valori del partito e perché già in passato ha mostrato malumori in seno alla maggioranza.