DIMISSIONI RITIRATE

Dietro front Luciani: «i cittadini al primo posto, oggi»

«Con Pirozzi tutto chiarito con gli altri due c’è incompatibilità»

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Dietro front Luciani: «i cittadini al primo posto, oggi»
FRANCAVILLA. «Sono di nuovo in sella per i miei cittadini. Sono più importanti loro rispetto ai numeri».

Così il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, ha spiegato in conferenza stampa il suo ritorno alla guida della Città. Sguardo fiero ed orgoglioso il primo cittadino si è presentato con la sua squadra al completo. A fargli cambiare idea sarebbe stata «l’esplosione d’affetto dimostratagli dai francavillesi» fatta di post su Facebook, messaggi recapitati via mail, telefonate continue. E di fronte a tanto amore lui proprio non ce l’ha fatta a tirare i remi in barca.
«Vedere la stima di tutti dopo un anno di amministrazione ha avuto la meglio su di me», ha spiegato sorridente.
Eppure non la pensava così giorni fa quando fresco di dimissioni dichiarava alla stampa che «senza numeri non avrebbe governato e che non avrebbe ripreso con sé per nulla al mondo i tre traditori Stefano Di Renzo, Donato La Barba e Lorenzo Pirozzi».
Né si era lasciato convincere sul momento dalla sfilza di appelli accorati dei francavillesi che su Facebook lo invitavano a tener duro ed a restare al suo posto. «Molti di voi mi stanno dicendo di "non mollare"», ha risposto il sindaco sul suo profilo Facebook, «è bene precisare una cosa: “Io non ho alcuna intenzione di mollare”. Esiste però un problema matematico. Non c'è più una maggioranza compatta che mi sostiene. 7 consiglieri mi sono fedeli: Francesco Todisco, Remo Di Palma, Rocco Paolini, Tina di Girolamo, En rico Bruno, Anntonio Iurescia, Gabriella Corrado. Sono qualitativamente eccelsi ma numericamente pochi.... vedremo».

PIROZZI: “IL FIGLIOL PRODIGO”
Il sindaco ha poi “spiegato” la scelta di riammettere nella squadra Lorenzo Pirozzi, uno dei tre "traditori". «Con Lorenzo», ha detto Luciani, «si è trattato di una presa di posizione isolata e mi ha chiesto scusa e davanti al pentimento l’ho perdonato». Insomma una scaramuccia può passare, un colpo di testa dopo l’altro no.
E infatti il sindaco racconta quello che ha dovuto passare a causa di Di Renzo.«Quando si trattava di approvare i cambi di destinazione d’uso», ha detto, «Di Renzo (oggi sfiduciato dal Pd) non si è presentato. Nei 10 mesi precedenti la delibera Edmondo i rapporti si erano già incrinati. C’è proprio incompatibilità».

«IL PD E’ COMPATTO »
Anche il segretario cittadino del Pd Edoardo Viani ha precisato che nel partito regna l’armonia. Un po’ difficile da crederlo visto che solo ieri Arabella Morelli presidente dell’assemblea degli iscritti Pd di Francavilla è scesa in campo a favore di Di Renzo puntando il dito contro lo stesso Viani.
«Non è assolutamente spaccato», ha rincarato il segretario, «e visto che vive di regole le farà rispettare chi è contrario sarà fuori».Detto fatto. Dopo l’espulsione di Di Renzo, infatti, Tina Di Girolamo è stata eletta come nuovo capogruppo del Pd.