POLITICA

“Congiura” Luciani. Morelli (Pd): «io dalla parte del “traditore” Di Renzo, caccino anche me»

Il Presidente cittadino Pd punta il dito contro il segretario cittadino

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Arabella Morelli

Arabella Morelli

FRANCAVILLA AL MARE. «Sono contraria alla sfiducia esternata da Viani nei confronti del capogruppo Di Renzo. Io avrei votato come lui, se paventare il dissenso è un comportamento incompatibile con il Pd, allora caccino anche me».

Così Arabella Morelli presidente dell’assemblea degli iscritti Pd ha preso le parti di Stefano Di Renzo il consigliere che insieme a Donato La Barba e Lorenzo Pirozzi non ha votato la delibera Edmondo che ha portato alle dimissioni, poi ritirate, del sindaco Antonio Luciani.
Mentre il Pd è compatto e chiede a gran voce l’estromissione del "traditore" Di Renzo, la Morelli prova a spiegare il perché di «tanto astio».
«Probabilmente è scomodo chi si pone contro i vecchi schemi della politica», ha detto.
Per il presidente la delibera della discordia, altro non è che «una vera e propria variante urbanistica, che avrebbe consentito l’edificazione di 3 torri edilizie composte da 80 appartamenti al posto della zona produttiva ex Mencarelli».
Già giorni addietro, ha ricordato, «il documento era stato oggetto di discussione e numerosi dubbi si erano sollevati sulla sua correttezza; infatti mi risulta che per iscritto Di Renzo aveva chiesto chiarimenti al dirigente in quanto sembravano mancare lo studio di micro zonazione sismica, lo studio di caratterizzazione ambientale (essendo il sito di intervento adiacente ad un sito industriale dismesso e quindi potenzialmente inquinato), nonchè il parere del Genio civile e la VAS, inoltre gli standard ceduti non erano certificati. Ricordo che la zona di Pretaro, in cui ricade l’intervento ex Mencarelli, ha una densità altissima, servizi pressoché nulli e un depuratore sottodimensionato che d’estate quando la densità abitativa aumenta non riesce a smaltire i liquami; tali aspetti sono stati attentamente valutati?».
Il presidente non risparmia parole dure contro il segretario del Pd cittadino Edoardo Viani che somiglia, a suo dire, «ad un segretario del sindaco più che al segretario del Pd».
Poi ricorda che un paio di settimana prima del consiglio della discordia ha inviato una e-mail a Viani nella quale dietro sollecitazione del capogruppo chiedeva di poter organizzare una riunione dell’assemblea per discutere il contenuto delle delibere oggi oggetto di diatriba. Una richiesta però caduta nel vuoto.
m.b.