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Valorizzazione patrimonio cittadino, Mascia punta su Di Biase

Il sindaco assicura: «nessuna sovrapposizione con l’assessore in carica»

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 Valorizzazione patrimonio cittadino, Mascia punta su Di Biase
PESCARA. Sarà il consigliere Licio Di Biase a occuparsi del recupero e della valorizzazione del patrimonio storico della città e della gestione culturale dell’archivio storico comunale.

E’ quanto previsto nella delega che oggi il sindaco ha firmato e che ha voluto riservare a «uno storico appassionato, prima ancora che al consigliere comunale». Una delega che non determinerà alcuna sovrapposizione con il lavoro dell’assessore alla cultura Giovanna Porcaro, con la quale «c’è una perfetta sintonia», ha assicurato il sindaco Luigi Albore Mascia.
Per il primo cittadino l’iniziativa «ha ben poco di politica e molto di contenuti e di obiettivi da raggiungere grazie al consigliere Di Biase e alla sua curiosità e passione per la storia».
Sostanzialmente Di Biase si occuperà di una nicchia particolare della Cultura, che interesserà, ad esempio, il recupero e la valorizzazione della Chiesa di Sant’Anna, situata in viale Bovio e in tal senso, ha annunciato Mascia, «sta già lavorando per ottenere dal Ministero i fondi necessari al suo recupero». Poi la messa in sicurezza del Mosaico Romano rinvenuto presso la golena sud.
«La delega rappresenta una grande responsabilità – ha commentato il consigliere Di Biase – e il sindaco ha fatto riferimento ai due obiettivi principali, ossia il recupero della Chiesa di Sant’Anna e del mosaico romano che ritengo vada lasciato presso la golena, ma messo a visto come con i reperti di Santa Gerusalemme, opera sinora non realizzata perché da 7-8 anni la Sovrintendenza ha realizzato un progetto di 5-600mila euro proponendo non solo il recupero del mosaico, ma addirittura anche la realizzazione di altre opere come una sopraelevata. Nostro intento è quello di realizzare il progetto per lotti. Consideriamo anche che la Chiesa di Sant’Anna è una delle più antiche, con la Basilica della Madonna dei Sette Dolori, di Castellamare, eretta a metà dell’800. Ma penso anche alla riapertura del Teatro Michetti: abbiamo già reperito in bilancio 200mila euro necessari per il rifacimento degli impianti elettrici. Sicuramente il discorso più affascinante riguarda il recupero dei sotterranei di Pescara e il Parco Archeologico-paesaggistico di Colle del Telegrafo: quest’ultimo credo che riusciremo ad aprirlo entro l’anno visto che il ritardo è stato determinato da un disguido per l’assenza di 70mila euro in bilancio, disguido oggi superato che ci consentirà di rendere fruibile il posto più suggestivo della città. In due anni abbiamo l’opportunità di riportare alla luce quegli elementi che testimoniano come Pescara sia una città dal cuore giovane e dal volto antico. Peraltro nei giorni scorsi facendo delle ricerche sulle ragioni che hanno determinato la scelta tra L’Aquila e Pescara del capoluogo di regione, favorendo L’Aquila, e rileggendo le carte del dibattito sviluppatosi tra il ’46, ’47, ’48 e ’49, ho scoperto che L’Aquila ha prevalso perché passò per essere una città più antica a discapito di Pescara che era vista come una città più dinamica ma ‘troppo’ giovane, e invece oggi sappiamo che quello è stato un falso storico perché Pescara trova le sue radici in epoca romana, e il mosaico ne è una prova lampante, L’Aquila è invece stata fondata nel periodo Angioino, dunque 1200-1300».