LA PROPOSTA

La proposta dell’Idv: «boicottiamo le aziende che delocalizzano»

L’iniziativa proposta dal consigliere Camillo Sborgia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2618

Camillo Sborgia

Camillo Sborgia

PESCARA. E’ solo una provocazione? «Voglio lanciare un appello semplice e forte, che porterò anche all’attenzione del consiglio provinciale, a tutti i cittadini della provincia di Pescara: non acquistate più prodotti di aziende che hanno deciso di trasferire i loro stabilimenti all’estero».

È questa la proposta provocatoria del consigliere provinciale e capogruppo Idv, Camillo Sborgia, per contrastare il fenomeno della delocalizzazione della produzione in Paesi in via di sviluppo.
«Ovviamente sono favorevole al libero mercato e all’abbattimento delle frontiere. Capisco bene, poi, le necessità e le difficoltà che stanno vivendo gli imprenditori in questo momento particolare, schiacciati dalla crisi economica, da una burocrazia pesantissima, da banche restie a concedere prestiti e da una politica che non riesce a stargli accanto, che non riesce a dar loro le risposte che cercano».
Ma Sborgia ammette che non capisce le esigenze dei dipendenti e dei lavoratori, che pagano quotidianamente lo scotto più alto di questa crisi. Provvedimenti come la cassaintegrazione e i licenziamenti collettivi sono all’ordine del giorno, con l’unico obiettivo di poter delocalizzare degli stabilimenti in altre zone del pianeta, dove la manodopera e i salari comportano spese bassissime.
«Un’operazione facile e a costo quasi nullo per gli imprenditori, eccetto, naturalmente, quello della vita delle centinaia di lavoratori e famiglie che si ritroveranno senza reddito. Un reddito che, sia chiaro, non supera quasi mai le mille euro al mese».
«Eppure», continua Sborgia, «questi imprenditori che oggi decidono di abbandonare l’Abruzzo, dalla nostra terra hanno preso moltissimo. Penso alla Golden Lady, che si stabilì a Gissi 23 anni fa usufruendo di fondi regionali e della Cassa del Mezzogiorno, salvo poi decidere di andare via nel momento di difficoltà.
La politica non può restare inerme davanti a questo massacro sociale e neanche tutti i cittadini. Se è vero che dobbiamo essere affianco alle imprese, queste devono essere obbligatoriamente affianco dei loro lavoratori. La crisi non può essere una giustificazione a tutto. Quindi propongo ai miei concittadini di boicottare tutti quei marchi i cui proprietari, pur potendo restare, hanno deciso di andare via dall’Italia in cerca di un guadagno facile e immediato. Chiedo a tutti di non acquistare più prodotti come quelli della Golden Lady e di fare quadrato intorno al diritto al lavoro e al futuro, due principi alla base della realizzazione di un essere umano».