LE DIMISSIONI

Luciani: «mia moglie e i campi da tennis mi aspettano»

Così il sindaco di Francavilla «va a casa»

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 Luciani: «mia moglie e i campi da tennis mi aspettano»
FRANCAVILLA AL MARE. Ha lasciato la poltrona con il sorriso sulle labbra. Il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, ha spiegato in conferenza stampa le sue dimissioni. Al suo seguito i compagni d’avventura (assessori e staff) rimasti con lui fino alla fine.

«Non ho i numeri per andare avanti», la motivazione ufficiale, «la mancata votazione della delibera Edmondo non c’entra nulla».
Così il primo cittadino ha zittito definitivamente quanti vedevano nella mancata approvazione dell’accordo con il costruttore Edmondo sull’area ex Mencarelli, il motivo del suo gesto. Ma c’è chi pensa che dietro le dimissioni si nasconda ben altro. Lo stesso sindaco a proposito del documento non approvato si è lasciato sfuggire un’affermazione enigmatica: «conosco i veri motivi ma non posso dirli pubblicamente».
E poi ha aggiunto:«Ho una vita bellissima e non sono inchiodato alla poltrona come altri. I campi da tennis e mia moglie mi attendono, poi ci ho anche rimesso economicamente con la carica che rivesto: guadagnavo più quando non ero sindaco».
Quanto a possibili ripensamenti, da un lato il primo cittadino se ne esce con un «ci penserò» un po’ forzato, dall’altro ha escluso “la caccia” ai consiglieri.
«Non ho voglia di rincorrere nessuno», ha detto incoraggiato dal pubblico plaudente, «mi ripresenterei ma senza alcuni al mio fianco». Nella stanza gremita di giornalisti, oltre al consigliere Lucrezio Paolini (Idv) e Silvio Paolucci (Pd), anche qualche cittadino ha preso parte al sereno commiato. Purtroppo però c’è ben poco da star tranquilli: dopo soli 10 mesi di amministrazione il sindaco ha lasciato un Comune in affanno, questioni annose da risolvere ed un bel punto interrogativo sulle sue dimissioni. 

«LA DELIBERA EDMONDO NON C’ENTRA»
«Se al posto di una delibera sull’urbanistica il voto contrario fosse stato su un altro argomento mi sarei dimesso lo stesso. L’accordo Edmondo non c’entra». Luciani ha ribadito più volte il concetto sottolineando che l’accordo in questione avrebbe però portato benefici e riqualificato l’area. «Sono dispiaciuto», ha detto con il tono di chi è stato pugnalato alle spalle, «fino all’assemblea di maggioranza si era tutti d’accordo e poi in consiglio le cose sono cambiate». Ma il “colpo basso” era già nell’aria, tanto che Luciani si è presentato in consiglio l’altra sera con una lettera di dimissioni pronta all’uso.
Nessun perdono verso i tre consiglieri né un loro reintegro nella squadra per riavere i numeri. «Si sono dimostrati inaffidabili e non li riprendo con me», ha dichiarato il sindaco. Ma se i tre consiglieri sono fuori dai giochi ed il primo cittadino «non intende aprire le braccia a qualcuno della minoranza per ricompattare la maggioranza», le speranze in un ripensamento si riducono all’osso.

«I TRADITORI SI DIMETTANO»
Il segretario regionale del Partito Democratico Silvio Paolucci, intervenuto in conferenza, ha precisato che i tre consiglieri che hanno votato contro hanno fatto fronte comune con ex amministratori di Francavilla che siedono nelle fila della minoranza. «Il Pd prende atto che sono incompatibili», ha dichiarato,«si devono dimettere, non si identificano nei nostri valori ed obiettivi».
La parola è poi passata a Lucrezio Paolini(Idv) che ha rivolto un accorato appello in exteremis a Luciani perché ci ripensi. Ma il sindaco trepidante è sgusciato via in fretta, i suoi campi da tennis sono lì che lo aspettano.
Ha tempo venti giorni per ripensarci
Marirosa Barbieri