DIMISSIONI E CEMENTIFICAZIONE

I “traditori” di Luciani: «delibera incoerente a favore della cementificazione»

I tre consiglieri Pd aggiungono: «il sindaco ci ripensi e torni a governare»

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 I “traditori” di Luciani: «delibera incoerente a favore della cementificazione»
FRANCAVILLA. E ora è un bel pasticcio. Francavilla si è svegliata di nuovo nel solito incubo. L’agitazione è tanta ed i cittadini provano a capire con difficoltà. Intanto sulla pagina Facebook del

sindaco Antonio Luciani che si è dimesso ieri notte un “amico” ha postato la locandina dei “Soliti idioti”, un film, secondo l’utente, che si adatterebbe bene alla politica di oggi.
E mentre il futuro ex cittadino (Ci ripenserà?) ha chiarito senza troppi peli sulla lingua le sue intenzioni i tre consiglieri del Pd che di fatto hanno fatto venire meno la maggioranza spiegano il perchè del loro voto contrario alla delibera che avrebbe avviato di fatto un accordo di programma con il costruttore Edmondo.
I consiglieri Stefano Di Renzo, Donato La Barba, Lorenzo Pirozzi sostengono che quella delibera non poteva essere votata per diverse ragioni: intanto perché era carente nei presupposti e mancava di certificati e di atti preparatori e poi perché, di fatto, costituiva una variante al Prg.
«Per noi quella delibera avrebbe rappresentato un grave errore politico per il centrosinistra di Francavilla», hanno detto i consiglieri, «da anni ci battiamo contro la cementificazione selvaggia del territorio adoperata dalle amministrazioni di centrodestra che oggi sono ancora rappresentate in Consiglio comunale e che in maniera paradossale gridano allo scandalo. Oggi ci vediamo costretti a bocciare un intervento edilizio proposto dalla nostra maggioranza e che avrebbe avuto un impatto deleterio sulla città. Inoltre la delibera mancava di chiari presupposti procedurali che ne avrebbero inficiato la legittimità».
I consiglieri del Pd ritengono che la delibera di fatto era una variante al Prg ed è per questa ragione che sarebbe passata per l'approvazione del Consiglio, ma proprio per questo mancava lo studio di micro zonazione sismica di cui all'art. 5 LR 28/2011, cioè lo studio di caratterizzazione ambientale, un atto necessario poiché si tratta di un sito di intervento adiacente ad un sito industriale dismesso e quindi potenzialmente inquinato. La delibera non era corredata nemmeno dal parere del Genio civile e la VAS (valutazione ambientale strategica). E per finire una parte dell'intervento insiste su di una zona denominata Pai a rischio di frana dove il costruttore proponeva l'istallazione di un campetto sportivo.
«Ci si chiede perchè il sito dismesso ex Mencarelli non è stato oggetto di una ordinanza sindacale che imponesse quanto meno la bonifica ambientale e/o la messa in sicurezza dello stesso», dicono i tre, «in coscienza abbiamo ritenuto di tenere fede al mandato dei nostri elettori e dire no al cemento selvaggio. Inoltre, si ricorda che avevamo chiesto inutilmente il ritiro della delibera per meglio approfondirla. Il voto palesato in Consiglio non era contro il sindaco ma contro una delibera male impostata sia politicamente che tecnicamente e sulla quale i consiglieri comunali hanno il diritto di dissentire. Invitiamo, pertanto, il sindaco a ritirare le dimissioni e a cercare una ricomposizione nell'interesse della città».
«Il dissenso ed i dubbi sia politici che tecnici erano stati rappresentati in precedenza sia nella sezione del PD sia nelle riunioni maggioranza», hanno concluso i consiglieri, «sia per iscritto al Dirigente dell'urbanistica, tutti tentativi di mediazione andati a vuoto. A chi infanga paventando presunti interessi personali rispondiamo che bocciando la delibera abbiamo dimostrato l'esatto contrario e che il nostro unico interesse si chiama Francavilla. Le nostre tesi sono sostenute dai fatti e dalle norme di legge, ci siamo presi la responsabilità di porre innanzi a tutto l'interesse dei cittadini contro quello dei costruttori, e di questo ne siamo fieri, come siamo fieri di aver dimostrato di agire da veri esponenti politici di centro sinistra, quanti possono dire lo stesso?»