POLITICA E TERREMOTO

Alfano promuove Chiodi. Toto: «si vede che è male informato»

Per il segretario del Pdl il governatore è «un esempio di buona amministrazione»

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Angelino Alfano

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ABRUZZO. «Il partito del Pdl è a fianco del presidente Chiodi che, grazie a una gestione amministrativa illuminata e virtuosa, ha fatto sì che l'Abruzzo diventasse una regione modello».

A promuovere Chiodi ci ha pensato il segretario del Pdl, Angelino Alfano secondo il quale l'Abruzzo «ha pareggiato i conti della sanità, non ha aumentato le tasse e ha abbattuto di una percentuale considerevole il suo debito pubblico, dimostrando così che è possibile risanare senza tagliare i servizi, ma razionalizzando energie e risorse secondo una scala di priorità orientata al bene dei cittadini».
«Il presidente Chiodi», ha detto ancora Alfano, «ha consolidato la sua leadership e oggi è alla guida di una regione che è un esempio reale di buona amministrazione»
Per l’esponente di Fli, Daniele Toto, però, il vertice del Pdl non sarebbe ben informato ed è falso «dire che abbia pareggiato i conti della sanità senza aumentare le tasse quando invece ha aumentato persino le accise sui carburanti a questo scopo, o sostenere che non abbia tagliato i servizi quando si registrano continuamente chiusure di presidi e reparti, per non dire dell’esplosione della mobilità passiva».
« Lasciamo perdere, poi», chiude l’esponente di Futuro e Libertà, «la ricostruzione dell’Aquila e la sua gestione commissariale affidata a Chiodi. Le cronache di ogni tipo narrano di un fallimento malinconico e penalizzante per il capoluogo abruzzese che avrebbe meritato ben altra attenzione»

CAMBIAMENTI IN CASA PDL
E di gestione fallimentare della fase post sisma parla anche Massimiliano Pieri, dirigente provinciale Pdl L’Aquila-Sulmona, si è appena auto sospeso da socio del Popolo della Libertà. Pieri che offrirà il suo sostegno alla lista “L’Aquila città aperta” di Giorgio De Matteis si candiderà nella lista “Prospettiva 2022”.
Alla vigilia delle elezioni amministrative del 5 e 6 maggio il dirigente ha inviato una lunga nota al segretario Alfano, a quello regionale Filippo Piccone e a quello provinciale Alfonso Magliocco spiegando la sua decisione legata a «tre anni di politica fallimentare del Pdl che ha assecondato in Comune, scelte sbagliate ed affaristiche del sindaco non prendendo mai posizione».
«Considerando che nella città di L'Aquila la Giunta comunale di centrosinistra si è resa responsabile di un fallimento», ha dichiarato, «sia politico che amministrativo, tanto sul versante generale quanto su quello legato alla ricostruzione, poiché a tre anni dal sisma è colpevolmente ferma la ricostruzione pesante e l'economia locale è in ginocchio, mi sarei aspettato che un grande partito, come è il Pdl si mobilitasse per imputare al sindaco Cialente tutte le oggettive responsabilità politiche che ha accumulato nel tempo e contemporaneamente avanzasse delle proposte alternative per la gestione della città. Invece nulla».
Eppure di occasioni ce ne sarebbero state secondo Pieri (come le inadempienze e le lungaggini nella ricostruzione) ma alcuni esponenti del partito hanno preferito manifestare in piazza a Roma con Cialente contro il governo stesso che avrebbero dovuto appoggiare. A questo quadro si è aggiunto secondo il dirigente uscente, la questione delle primarie del centro destra più volte invocata dal partito come una necessità e che in realtà avrebbe fatto perdere di vista i veri obiettivi a partire da un programma politico forte ed articolato. «Il nostro coordinatore provinciale Giuliante», ha detto, « ha lavorato per dividere il partito prima, portarlo all'isolamento poi e spianare la strada alla disfatta elettorale del maggio 2012. Il tandem Giuliante/Magliocco ha messo in campo solo scelte sbagliate». Dopo le primarie sfumate è stato convocato il coordinamento provinciale per stabilire di appoggiare un altro soggetto, il professor Pierluigi Properzi come candidato sindaco. Scelta avversata da Pieri sia per il metodo utilizzato (la delibera del Coordinamento provinciale sarebbe stata viziata formalmente dal mancato raggiungimento dei tre quarti dei votanti) che per il merito (Properzi non è, secondo il pidiellino, la persona giusta per risolvere i problemi che si sono stratificati).
Solo Giorgio De Matteis, secondo Pieri, «ha lavorato per costruire un progetto politico di centrodestra alternativo» ed è per questo che lui ha deciso di appoggiarlo.
Ma le richieste di si spingono oltre. Il pideillino non si accontenta ed ha chiesto ad Alfano di rimuovere, da ogni incarico politico, tutti i responsabili del fallimento politico del Pdl.