LA SPIEGAZIONE

Piccone: «Bertolaso mi chiamò e mi disse: ”ti servono i map, ti darò 10 mln”»

Sulla storia dei soldi spariti dai bilanci Piccone racconta la sua verità

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Filippo Piccone

Filippo Piccone

CELANO. «Se cerchi il pane e vai in bagno di sicuro non lo trovi». Utilizza questa metafora il senatore e sindaco di Celano dimissionario, Filippo Piccone, per spiegare il “falso” problema dei soldi spariti dai bilanci die map mai costruiti.

Piccone, attuale vertice regionale del Pdl, approfitta di una conferenza stampa per spiegare alcune cose e non lesina le solite picconate (così come va sempre più di moda in Abruzzo) ad alcuni giornali che non gradisce per aver «sostenuto» la minoranza la quale chiedeva spiegazioni sui moduli abitativi mai costruiti ed i soldi erogati. L’opposizione, però, ha dovuto incassare una serie di appellativi poco decorosi («ciucci», «asini», «in malafede») e le ormai consuetudinarie minacce di querela.
Sul perché la cifra destinata dalla Protezione civile di Bertolaso non vi sia nei documenti che la minoranza sventola forse la metafora del pane che non va cercato nel bagno è sufficientemente chiara. Molto meno lo è l’intricata vicenda dei Map di Celano che si può benissimo condensare così: di 10 milioni promessi dalla Protezione civile per costruire i moduli abitativi provvisori a Celano (comune mai inserito nel cratere) ne sono arrivati solo 2,7 mln per le opere di urbanizzazione che il Comune dovrebbe ora restituire allo Stato perché quelle costruzioni non sono mia state realizzate.
Così con la voglia di chiarezza che contraddistingue il quasi ex sindaco che ha per ora dato le sue dimissioni (ha tempo ancora un paio di settimane per ritirarle) racconta un episodio che meriterebbe di essere approfondito.

«DOVE SONO I SOLDI? NEL CONSUNTIVO 2011»
Piccone spiega che nel 2011 il bilancio consuntivo del Comune di Celano chiuderà con un avanzo di 3,5 mln «dove ci sono i milioni dei Map più altre cose». Ecco dove sono i soldi poiché «non poteva essere diversamente visto che nel bilancio di previsione, relativamente a quella cifra, non era prevista nessuna spesa e nessuna entrata».
E poi Piccone racconta come è nata l’operazione Map e dice: «Per quanto riguarda i Map, la vicenda nasce nel 2009, con la lungimiranza di Bertolaso che mi chiamò e mi disse: “Guarda che io credo che tu debba fare dei Moduli abitativi provvisori. Ti destinerò una cifra che si avvicina ai 10 milioni di euro. Ti anticipo 2,5 milioni per fare le opere di urbanizzazione e poi faremo le delibere successive“. Bertolaso - ribadisce Piccone - è uno che a molti non piacerà, ma certamente ci vedeva lungo… »
«Tant’è che ancora oggi lo stato italiano», spiega Piccone, «a Celano spende quasi 50mila euro al mese di autonoma sistemazione. Se noi abbiamo delle opposizioni sterili, magari coadiuvate da qualche piccolo imprenditore che pensava di portare nelle sue casse quei soldi e, quindi, non avendo nessun amministratore che gli avesse promesso quel lavoro allora ha pompato l’opposizione la quale riuscì ad ottenere dall’allora commissario il blocco del decreto. Se avessimo portato avanti oggi quel progetto sarebbero già pagati mentre oggi lo Stato continua a pagare 50mila euro al mese per autonoma sistemazione. Oggi ci saremmo trovati 157 alloggi di cui vi assicuro che c’è bisogno e potevamo assicurare un alloggio decoroso ed in più i 10 mln sarebbero stati una risorsa locale perché avrebbero dato lavoro».
Dunque tutto chiaro e «ci sono querele sia ai singoli che ai media che hanno falsificato la realtà e tutto questo sarà oggetto di esame degli organi competenti». Il motivo della querela è che «la minoranza è in malafede così come alcuni organi che la sostengono».
Ad inquadrare meglio le parole di Piccone è Angelo Venti di Libera da Site.it che fa notare come nel 2009 Filippo Piccone non era sindaco ma «un normale cittadino celanese. 

BERTOLASO ED IL "CITTADINO" PICCONE
«E per quale motivo il potentissimo Capo del Dipartimento di Protezione civile si rivolge a un privato cittadino e non a chi amministrava il Comune di Celano?», si domanda Venti.
Piccone si era infatti dimesso nel 2008 per candidarsi alla presidenza della regione (candidatura poi sfumata) ed è tornato ad essere sindaco nella primavera 2010.
«Nel periodo in cui partì l’oscura vicenda dei Map il comune di Celano non era quindi amministrato da Piccone ma da Passerotti, Commissario di nomina ministeriale piombato in paese dopo le improvvise dimissioni del primo commissario Gabriella Patrizi. Ad avviare la pratica dei Map», si legge ancora su Site.it, «fu il tecnico comunale Valter Specchio (ingegnere poi finito in Provincia con Del Corvo, dove ha gestito moltissimi appalti, tra cui tutto l’affare della messa in sicurezza delle scuole superiori della Provincia…). Risulta che la gara per le opere di urbanizzazione, indetta per settembre 2009, non si tenne proprio per l’improvviso e duro stop imposto dal Commissario. Passerotti il giorno prima della gara bloccò tutto in seguito all’intervento censorio del prefetto Gabrielli: per Passerotti (e Gabrielli) Celano non aveva titoli per la realizzazione dei Map. Ma il Commissario Passerotti dice anche di più: “Non ero informato della realizzazione dei Map“. Ma allora, chi ha dato ordine al tecnico comunale, nonostante l’assenza dei requisiti minimi, di avviare la procedura per la realizzazione di ben 147 Map, per una spesa di oltre 10 milioni di euro?»
Secondo Venti l’altra stranezza riguarderebbe anche la modalità di erogazione dei soldi
Il 6 agosto 2009 la Protezione civile avvisa il comune di Celano dell’assegnazione di 2,4 milioni di euro per le opere di urbanizzazione. Il decreto, però, fa notare sempre Venti viene emanato solo il 28 agosto.

L'EX VICESINDACO E LO STAFF DEL SINDACO
«Sfumati i Map celanesi», conclude Venti, «nel novembre successivo la Protezione civile comunica al comune che viene autorizzato a utilizzare circa 700mila euro per interventi su case popolari e chiede la restituzione della somma rimanente, quasi un milione e mezzo di euro. Soldi che - inutile dirlo - ancora non vengono restituiti. A confermarlo è lo stesso Piccone, che nella conferenza stampa di sabato accenna anche a non meglio specificati progetti del comune. Non per restituire i soldi, ma per spenderli».
Critico anche l’ex consigliere Elio Morgante, vice sindaco che ha rotto bruscamente con Piccone, che attacca accusando il sindaco dimissionario reo, secondo lui, di raccontare menzogne o mezze verità ed il riferimento è ad una delle altre questioni toccate in conferenza stampa: lo staff del sindaco.
«Piccone mente, in merito allo staff del sindaco, sapendo di mentire. Infatti si dimentica di dire, come spesso gli accade quando gli conviene riguardo la Delibera di Giunta n. 14 del 2010 ( quella sventolata come un cimelio in conferenza stampa), che in premessa c'è scritto "su proposta del sindaco Filippo Piccone si costituisce l'ufficio di staff del sindaco composto da 5 persone". Infatti la legge da' al sindaco e non al vice sindaco la facoltà di creare l'ufficio di staff. Certamente Piccone in questa seduta della giunta risulta come suo solito assente e poi si vanta di non aver mai preso lo stipendio da Sindaco. Comunque € 20.000,00 da Senatore della Repubblica sono certamente per lui meglio di € 3.200,00 da sindaco di Celano, considerando che per legge ha dovuto scegliere, altrimenti li avrebbe sicuramente incassati entrambi».
«Tengo a precisare che l'unica mia sfiga è stata quella di fare l'esperienza di vice sindaco sotto la dittatura di Filippo Piccone e mi stupisco nell'apprendere che nelle casse del comune ci siano tutti quei soldi, visto che in un consiglio comunale dell'estate scorsa il sindaco stesso affermò che non c'era un euro in cassa».
Morgante è stato cacciato dalla giunta poiché aveva contestato una delibera chiedendone l’annullamento perché «taroccata». Era la delibera che riguardava il personale e la pianta organica del Comune.