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Vasto, biomasse. Codici denuncia «associazioni filo Lapenna»

«E' Conflitto di interesse»

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Vasto, biomasse. Codici denuncia «associazioni filo Lapenna»
VASTO. Sono state escluse dall’elenco partecipanti alla manifestazione anti biomasse ma non hanno perso l’occasione per farsi sentire.

Codici e l’Osservatorio antimafia Abruzzo hanno puntato il dito contro alcune organizzazioni scese presenti all’appuntamento contro gli impianti  «ma in realtà», a loro dire, « legate a doppio filo con l’amministrazione Lapenna».
Secondo Riccardo Alinovi, portavoce di Codici e Stefano Moretti dell’Osservatorio Antimafia, «alcune associazioni hanno ricevuto dal sindaco contributi per decine e decine di migliaia di euro senza partecipare ad un bando di gara, per lo start up della raccolta differenziata e verserebbero quindi in palese conflitto di interesse».
Accuse forti su cui, per ora, i due non si sbottonano più di tanto. Spetterà alla Magistratura vastese ed alla Procura Antimafia fare chiarezza, hanno dichiarato, «attraverso il deposito di un dossier dove ci saranno i nomi delle associazioni ed i relativi contributi in denaro ricevuti senza l’esecuzione di nessuna gara».
«Queste associazioni hanno ricevuto contributi per decine e decine di migliaia di euro», è la tesi dei due, «pertanto viene spontaneo pensare che un associazione che riceve contributi in denaro dall’amministrazione difficilmente potrà, in modo sereno e libero, denunciare coloro che l’hanno finanziata».
Non è la prima volta che Moretti ed Alinovi denunciano avvenimenti eclatanti, Tempo fa hanno messo in luce «la vicenda che avrebbe visto coinvolti alcuni imprenditori di Vasto minacciati da Confindustria a non partecipare ad incontri contrari alla centrale a biomasse a Punta Penne».
Anche su questo punto sarà fatta presto chiarezza hanno assicurato, «stiamo presentando una denuncia circostanziata alla Procura della Repubblica ed alla Direzione Investigativa Antimafia per mettere in luce eventuali favoreggiamenti tesi a coprire episodi di minacce ricevute dai noti imprenditori. Presenteremo una lista di circa 200 testimoni ed inoltre le nostre associazioni si costituiranno parte civile nei confronti di coloro che verranno ritenuti responsabili di tali delitti di minacce e favoreggiamento».