IL CASO

Ikea ammette: «abbiamo mandato una mail per redarguire il politico»

Di Stefano (Pdl): «non escludiamo un esposto alla magistratura»

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Ikea ammette: «abbiamo mandato una mail per redarguire il politico»
ABRUZZO. «Confermiamo la mail con cui abbiamo risposto al politico, così come abbiamo fatto in precedenza con altri politici e in altre regioni».

Così Ikea ha risposto a PrimaDaNoi.it che è ritornata sulla vicenda del politico abruzzese richiamato dall’azienda per aver tentato di segnalare alcuni conoscenti da far assumere. Il colosso svedese non si è nascosto dietro ad un dito (come invece qualcuno ha lasciato intendere, in primis il senatore Fabrizio Di Stefano) ed ha affrontato le domande dirette che gli abbiamo rivolto.
«Ikea ha già una buona visibilità a livello nazionale e questo ci mette nella posizione di non dover ricorrere a mezzi di questa fatta per farci pubblicità», ha precisato Di Bussolo in risposta alle affermazioni del senatore Di Stefano che nei giorni scorsi ha definito la vicenda, «uno spot gratuito a livello nazionale ed internazionale per Ikea». Il senatore ha poi criticato il silenzio assordante del colosso svedese.
Definire poi silenzio assoluto quello dell’azienda è bizzarro, ha continuato Di Bussolo, «questa settimana le nostre dichiarazioni in proposito erano sui media cartacei e online sia dell’Abruzzo che di mezza Italia». Ikea ha sempre basato la sua policy di selezione sul merito e sulle competenze dei candidati anche in altre regioni d’Italia. Intanto Di Stefano è tornato alla carica minacciando di non lasciar cadere la cosa e valutando l'eventualità di presentare un esposto alla magistratura.
«Visto che non ce ne siamo interessati prima», ha detto il senatore, «soprattutto per le assunzioni del punto vendita abruzzese, nei prossimi giorni continueremo a seguirne le mosse non solo su questa vicenda , ma anche su tutto il resto».
Il caso Ikea è scoppiato tempo fa quando il coordinatore regionale Giovani dell'Italia dei Valori, Giampiero Riccardo, ha lanciato la notizia dalle pagine Twitter e Facebook. Di lì si è scatenato un vero e proprio caso con effetto a catena. I politici da Rc a Pdl hanno chiesto ad una voce, all’azienda, di fare quel nome. Il politico non è ancora uscito allo scoperto. Secondo alcune voci si tratterebbe di un’alta carica regionale.
m.b.
 

DI STEFANO:«DUBBI SULLE DUE VERSIONI CONTRASTANTI»
«Noto che il dott. Di Bussolo mi risponde asserendo che sarebbe "bizzarro" farsi pubblicità vista la buona visibilità a livello nazionale del colosso svedese. Io credo invece sia " bizzarro" che oggi, dopo le mie svariate sollecitazioni, si ammetta che in realtà una mail da parte dell'Ikea è stata inviata»
Lo afferma in una nota il senatore PDL Fabrizio Di Stefano che aggiunge: «mi domando allora  poichè in precedenza è stata data una versione mendace sulla questione della lettera inviata al politico abruzzese, ed ora invece si afferma il contrario, a quale delle due dovremmo credere?
Alla prima o alla seconda? Almeno su questa palese contraddizione l'azienda svedese intende fare un mea culpa? Oppure non è consentito avere dubbi neppure su questo...?»