IL CASO

Costantini contro Chiodi: «fa il commissario all’editoria e inganna gli abruzzesi»

Per l’esponente Idv il presidente soffre di vittimismo

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Carlo Costantini

Carlo Costantini

ABRUZZO. Ieri il presidente Chiodi ha attaccato ‘Il Centro’ e ‘Rete 8’. Oggi Costantini (Idv) se la prende con «il sistema teramano di Teleponte». L’esponente della minoranza questa mattina ha convocato una conferenza stampa per ribattere a quello che il governatore ha detto ieri nel corso del lungo incontro con i giornalisti. Costantini ha difeso le testate prese di mira ma non ha risparmiato frecciate all’emittente locale Teleponte «inondata negli

ultimi tempi di raccolta pubblicitaria, anche di origine pubblica» e che« diffonde solo ed esclusivamente il punto di vista suo e quello di Tancredi & co».

CHIODI COME DEL TURCO?
La particolare analogia tra il presidente della regione Gianni Chiodi e il suo predecessore Ottaviano Del Turco l’avevamo fatta notare già ieri. Ieri l’attuale governatore se l’è presa con i «poteri forti» del settore sanità che vorrebbero distruggerlo, stessa sensazione che ha denunciato più volte nei mesi passati anche Del Turco, oggi imputato in un processo che ruota proprio intorno alla materia sanitaria.  La stessa similitudine è stata riproposta questa mattina anche dal consigliere regionale dell’Italia dei Valori che vede Chiodi e Del Turco simili e sostenitori del «meccanismo del vittimismo e del presunto attacco ai suoi danni da parte dei poteri forti».
C'é però una differenza, in termini di presupposti, tra l'autodifesa di Del Turco e quella di Chiodi, ha analizzato Costantini: «anche se solo sul piano teorico Del Turco avrebbe avuto la possibilità di allargare i cordoni della borsa ed i poteri forti avrebbero avuto, di conseguenza, la possibilità di pretenderlo; diversamente, invece, se anche avesse voluto, Chiodi, vincolato dal Piano di rientro, non avrebbe potuto allargare in modo significativo i cordoni della borsa e i poteri forti non avrebbero avuto, di conseguenza, la possibilità di pretenderlo. Dunque Chiodi sarebbe vittima dell'attacco di chi non avrebbe ottenuto da lui ciò che, pur volendo, lui non avrebbe mai potuto dargli».

«CHIODI MISTIFICA LA VERITA’»
Costantini ha poi smontato le risposte fornite ieri dal presidente alle dieci domande presentate dal consigliere Cesare D'Alessandro (Idv), in relazione al caso giudiziario legato al fallimento di un imprenditore abruzzese il cui commercialista, Carmine Tancredi, é il socio di studio del governatore.
«Chiodi non smentisce la sua fama di mistificatore della verità – ha spiegato Costantini -, una fama che lo rende sempre meno credibile per l'opinione pubblica e che legittima l'esercizio di un diritto-dovere di critica sempre più stringente da parte dell'informazione libera. In particolare - aggiunge - tolti i 'non so nulla', su cui siamo costretti a credergli sulla parola, chi ha letto le risposte non ha potuto non rilevare una serie di elementi».
«Non è vero che Cipro non è più un paradiso fiscale dal 2009 - osserva Costantini - è stato tolto dalla black list con decreto ministeriale del 27 luglio 2010, quando tutte le operazioni che hanno dato origine all'inchiesta erano già abbondantemente perfezionate».
«Non è vero che il suo studio professionale non è stato perquisito - ha aggiunto il capogruppo Idv -, in quanto lo ha rilevato il pm, citando esplicitamente perquisizione e sequestro delle carte delle due società presso lo studio Tancredi».
«Non è vero - ha proseguito il consigliere - che Tancredi è solo un collega di studio, dato che è un socio del presidente ed è anche un politico ed una persona investita di rilevantissime responsabilità pubbliche dallo stesso Chiodi, che lo ha scelto spiegando di averlo fatto perché si fida totalmente di quello che fa».

«I DEBITI LI HANNO RIDOTTI I CITTADINI»
Per Costantini la durata della presunta «campagna diffamatoria» sarebbe stata «proporzionale al suo atteggiamento omertoso. Non è vero - ha detto il capogruppo - che Chiodi è riuscito a non contrarre altri debiti. Semplicemente non poteva contrarne altri perché i vincoli operativi e legislativi del piano di rientro glielo hanno impedito. E' incredibile la sua presunzione di poter ingannare gli abruzzesi».
Secondo Costantini, inoltre, «non è vero che Chiodi ha ridotto il debito della sanità, perché a ridurlo sono stati gli abruzzesi, versando 'lacrime e sangue’ ed essendo costretti a pagare maggiori tasse, con cui la Regione sta pagando le rate dei mutui». Il capogruppo dell'Idv, infine, si è detto convinto che «per mettere la parola fine alla vicenda, Chiodi potrebbe chiedere al suo socio di studio di rendere pubbliche le parcelle emesse nel corso degli anni per tutte le complesse attività di consulenza che avrebbe prestato in favore dei soggetti coinvolti e delle relative società. Grazie a questa documentazione - ha concluso il capogruppo - non aprirei più bocca su questo caso».

I DUBBI DI MASCITELLI
«Ci siamo anche interrogati sull'incompatibilità tra il ruolo di presidente di Regione e commissario per la sanità e per la ricostruzione e il suo essere socio dello studio Tancredi - ha poi aggiunto il senatore Alfonso Mascitelli -. Non c'é alcun dubbio circa un conflitto di interessi, essendo di fronte ad un supercommissario con superpoteri. Se non si capisce questo, vuol dire che in Abruzzo c'é narcosi. In tal senso, l'interrogazione parlamentare che abbiamo presentato - ha concluso il senatore -, era finalizzata proprio ad una corretta interpretazione delle norme».