POLITICA

Primarie L’Aquila, D’Eramo contro il Pdl: «città beffata»

Ieri si sarebbero dovute tenere le elezioni per il candidato di centrodestra

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D'Eramo

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L’AQUILA. Martedí il leader regionale de La Destra in conferenza stampa annuncerà il suo percorso verso le amministrative del Capoluogo abruzzese

Luigi D'Eramo, leader regionale de La Destra, ha rotto il silenzio che ha scelto di tenere dallo scorso 7 marzo, data di scadenza per la presentazione dei candidati per le consultazioni del 18 marzo. Lo ha rotto simbolicamente proprio nel giorno delle "primarie negate", ovvero ieri.
«In questi giorni mi sono confrontato con la mia gente, l'ho incontrata, ho raccolto il loro sostegno e lo sprone di colleghi e amici. Ho evitato qualunque tipo di polemica e rivendicazione, consapevole dell'inadeguatezza di interlocutori che non esito a definire "ex". Ho constatato, poi, la pochezza politica di chi si è, scientemente, sottratto al confronto che avrebbe potuto rendere L'Aquila laboratorio di un nuovo modo di far politica».
«Mi hanno insegnato, e io ho fatto mio», continua D’Eramo, «il rispetto per chi è più grande di me, per chi ha piú esperienza. Ma, in questo caso, di chi è piú grande di me non ho visto la "grandezza": di Pierluigi Properzi ho visto la paura di misurarsi e la scorrettezza di chi non tiene fede agli impegni assunti; degli "alleati" del PdL aquilano ho visto la presunzione di chi crede di poter fare e disfare pensando di gestire "sudditi sciocchi" e ingenui».
Oggi D'Eramo, unico ad aver presentato la sua candidatura alle primarie di coalizione lo scorso 7 marzo - incontrerà il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, per un ultimo confronto, mentre martedí incontrerà la stampa locale per esporre le scelte e le ragioni che le sottendono. «Io, che voglio imparare da ció che accade perchè sento di dover e poter sempre migliorare; io, che voglio rispondere agli amici, ai sostenitori e alla Città tutta; io, vado avanti», assicura D’Eramo.
Nei giorni scorsi proprio Storace non aveva risparmiato critiche al Pdl aquilano sostenendo che in citta ci fosse «una cricca di partito ha deciso di imbrogliare gli elettori».