EMERGENZA RIFIUTI

Emergenza rifiuti, da Montesilvano accuse alla Regione. Rc: «colpa di Pdl e Pd»

«Aprire discarica Casoni e usare il 5% di riserva»

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Emergenza rifiuti, da Montesilvano accuse alla Regione. Rc: «colpa di Pdl e Pd»
MONTESILVANO. Montesilvano nel panico a causa dell’emergenza rifiuti.

I cassonetti in tutte le vie principali sono stracolmi e i rifiuti iniziano ad ammassarsi ai bordi delle strade. L’assessore delegato alla Nettezza Urbana Claudio Di Emanuele ammette la difficile situazione che si è venuta a creare dopo la chiusura della discarica di Colle Cese.
L’assessore contesta il comportamento della Regione: «l’emergenza rifiuti deve essere una priorità per tutti, compresa l’amministrazione regionale che avrebbe già dovuto emettere un’ordinanza di urgenza per l’uso della discarica di Casoni, usando il 5% di riserva che consentirebbe di superare l’emergenza momentanea e di arrivare al 4 aprile, data in cui si avrà un chiarimento per l’utilizzo della discarica di Notaresco».
L’unica strada da percorrere, adesso, secondo Di Emanuele, è quella concordata con i sindaci di Ambiente Spa, approvata anche dalla giunta comunale montesilvanese, che dà mandato ad Ambiente a trovare un accordo risolutivo con tutti gli interlocutori necessari.
«Ai cittadini chiedo di pazientare», continua Di Emanuele, «perché siamo impegnati costantemente con riunioni tra la Provincia e gli uffici regionali, dove siamo stati ricevuti dal dirigente per la Gestione dei rifiuti Franco Gerardini, molto disponibile e competente, con il quale abbiamo raggiunto la soluzione suddetta della delibera approvata oggi in Giunta. Ci auspichiamo una piena collaborazione tra gli enti, in particolare da parte della Regione, l’unica che in questa situazione può emettere l’ordinanza».
«Se non vogliamo ritrovarci in emergenza cronica», commenta Attilio Di Mattia, candidato sindaco del centrosinistra, «non bisogna solo pensare in queste ore a chi ha il compito di pulire le strade, dove deve portare i sacchetti e come li deve portare: dobbiamo sederci a un tavolo e aprire un grande progetto, altrimenti i costi saliranno di continuo e l'Abruzzo non riuscirà più a sostenere economicamente lo smaltimento dei rifiuti. Bisogna inoltre ricordare che la norma in vigore fissa ad almeno il 65% la quota di raccolta differenziata da ottenere entro il 31 Dicembre 2012. Una quota assolutamente irraggiungibile se continuiamo di questo passo, pensando di poter abituare i cittadini in così breve tempo a differenziare autonomamente nelle proprie abitazioni».

RC.«RIFIUTI PER STRADA A MONTESILVANO E PENNE GRAZIE A PD E PDL»
A Montesilvano e Penne la raccolta dei rifiuti è affidata alla Ecoemme, società pubblico privata partecipata da Deco, dal Comune di Montesilvano e dalla Comunità Montana Vestina (ora commissariata). La Ecoemme è nell'inchiesta "Re Mida" che ha coinvolto lo stesso sindaco di Montesilvano Cordoma e l'ex presidente della Comunità Montana Vestina Fabio Savini. Inoltre entrambi i Comuni hanno un contratto sempre con Deco per il conferimento a Colle Cese.
«Nel frattempo», commenta oggi Corrado Di Sante (Rc), «siamo a percentuali di raccolta differenziata sotto il 15% ben al di sotto delle percentuali previste per legge (al di sotto di Napoli durante l'emergenza rifiuti). Che vergogna vedere i bidoni dell'indifferenziato pieni, ed accanto vuoti quelli per la carta, la plastica, il vetro: maggiori percentuali di differenziata avrebbe allungato e allungherebbero la vita delle discariche. Le dichiarazioni dell'assessore di Montesilvano Di Emanuele lasciano di stucco: come può dichiarare un assessore che non sa cosa fare? Perchè per tempo, visto che di emergenza si parla da un anno, non è stato attivato un bando per trovare un soggetto "incaricato del trasporto dei rifiuti negli impianti di trattamento"? Perchè nel tempo le proroghe per la raccolta dei rifiuti sono arrivate unilateralmente mese dopo mese senza avviare nessuna una nuova gara come le norme prescrivevano a Penne e Montesilvano, nonostante già dal 2006 e sicuramente dal 2010 ad Ecomemme era scaduto l'affidamento dei servizi di raccolta?»
«Siamo così sicuri», continua Di Sante, «che la società Ecoemme, senza gara, per il solo tramite della Comunità vestina (2,31%), potesse effettuare la raccolta rifiuti a Penne? Perchè, come Rifondazione ha denunciato a febbraio e maggio 2011, Cordoma ha fatto il gioco delle tre carte con la Ecoemme di cui è socio di maggioranza rallentando enormemente il bando e il nuovo affidamento, quando finalmente si era deciso a farlo? La mano sinistra scriveva il bando e la mano destra preparava il ricorso. Bando successivamente rivinto da Deco tramite altra società da essa controllata e tuttora impugnato dalle altre ditte escluse». Ma per Di Sante il coinvolgimento del Comune di Penne a guida Pd dimostra «la trasversalità delle responsabilità. Gli ex consorzi targati Pd e Pdl sono responsabili della mancanza di impianti per la differenziata e per aver lasciato ampio spazio al monopolio di Deco che oggi lascia tutti in brache di tela. È una vergogna e dovrebbero dimettersi, invece come accaduto a Penne hanno avuto la faccia tosta di aumentare la TARSU per un servizio che ora non è svolto».