ABRUZZO

Imu, Consiglio regionale tenta di salvare le Ater

Ieri risoluzione in Consiglio regionale

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Imu, Consiglio regionale tenta di salvare le Ater
L’AQUILA. Il Consiglio regionale contro la normativa che regolamenta l’Imposta Municipale (Imu) applicata sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà delle Ater.

Ieri è stata approvata all’unanimità una risoluzione con la quale si impegna il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ad assumere iniziative, sia in sede di Conferenza Stato-Regione, che in forma autonoma, nei confronti del Governo nazionale.
«Il decreto “Salva Italia”, che ha anticipato l’istituzione dell’Imu, non prevede più le detrazioni per il trattamento fiscale assicurato per la prima casa anche per il patrimonio di edilizia residenziale di proprietà delle Ater – sostiene il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano – Se la norma non venisse modificata comporterebbe per le Ater abruzzesi un insostenibile onere per il pagamento dell’Imu che in alcuni casi provocherebbe una quasi totale riduzione delle risorse destinate alla manutenzione, mentre in altri casi, secondo le proiezioni, comprometterebbe irreversibilmente l’equilibrio economico complessivo delle aziende e, quindi, la loro possibilità di conservare il patrimonio edilizio per l’abitare sociale. Con questa risoluzione – conclude Pagano – siamo la prima regione italiana a sollevare questa problematica».
L’Imu è un’imposta sulle case (tutte) che mette insieme la vecchia Ici e le addizionali comunali pagate sul patrimonio immobiliare. L’imposta si calcola sulla rendita catastale degli immobili rivalutata del 60%. La rendita catastale (rivalutata del 60%) viene tassata con un’aliquota del 3,6 per mille per la prima casa e del 7,6 per mille per tutte gli altri immobili. Inoltre, per le prime case, non dovrà essere pagata se di importo inferiore ai 200 euro. La vecchia Ici, invece, era assente per la prima casa mentre partiva da un minimo del 5 per mille per tutti gli altri edifici.