VASTO E SICUREZZA

Vasto, criminalità. Prc: «la videosorveglianza non è la soluzione»

Sul tavolo i dubbi del partito

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Vasto, criminalità. Prc: «la videosorveglianza non è la soluzione»
VASTO. E’ dibattito sul sistema di videosorveglianza pensato per disincentivare le azioni criminali, a Vasto.

Il Circolo Prc Partito della Rifondazione Comunista Sante Petrocelli di Vasto ha espresso dubbi sull’ efficacia del servizio. «Le telecamere vanno usate per la tutela del patrimonio pubblico e la circolazione veicolare», il commento del partito.
«La deterrenza non è l’antidoto per fenomeni criminali prevenzione e deterrente di eventi». Così il Prc di Vasto è intervenuto sull’argomento. L’idea di dotare la città di un sistema di sorveglianza già sollecitata da tempo è tornata alla ribalta per l’aumento di furti, rapine, violenze, sabotaggi, atti vandalici.
Secondo il Partito di Rifondazione Comunista la deterrenza e la prevenzione sono una debole argomentazione su cui poggiano i discorsi dei sostenitori della videosorveglianza in quanto una politica basata sul mero controllo del crimine è incapace di risolvere il problema alla radice.
La soluzione, invece, va ricercata «in un’adeguata e incisiva azione da svolgere nell’ambito delle politiche sociali che deve necessariamente seguire ad una preliminare indagine conoscitiva e sociologica condotta da esperti di settore, circa i fabbisogni delle nuove generazioni, i disagi sociali e le cause dei fenomeni criminosi nella nostra città. Senza tale indagine è impossibile evitare il loro verificarsi». 

I PUNTI DEBOLI DEL SISTEMA
Tra i punti deboli del sistema di videosorveglianza, secondo il Prc c’è quello del monitoraggio. Nelle sale di controllo il numero degli schermi, secondo il partito, non corrisponde a quello delle telecamere in azione di conseguenza non tutte le immagini vengono visualizzate. La centrale operativa inoltre dovrebbe essere installata nel comando di polizia municipale e da ciò ne consegue che molti agenti dovranno essere tolti dalle strade ed utilizzati negli uffici.
Il progetto che prevede l’installazione di 81 telecamere 24 per la sicurezza cittadina e 57 per la rilevazione targhe automezzi costerà, inoltre complessivamente poco più di 600.000 euro.
Le perplessità sul sistema, infine, si concentrano sui contenuti di due regolamenti comunali.
In quello del 3 dicembre 2008 la Giunta Comunale ha deliberato l’approvazione dello studio di fattibilità del progetto stabilendo la collocazione delle telecamere nei punti nevralgici della città, senza però specificare quali.
L’attuale regolamento deliberato in consiglio il 23 marzo 2010 ha stabilito, invece, che gli impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente valutate insufficienti o inattuabili e devono essere escluse finalità di sicurezza pubblica prevenzione o accertamento di reati che competono ad altri organi.
Allora a che cosa servirebbe la videosorveglianza?
La risposta del Prc è chiara: «per la sicurezza urbana e per il controllo della circolazione nella strada del territorio comunale».
Anche Ivo Menna, recentemente intervenuto sulla microcriminalità  nel vastese ha sminuito l’efficacia del sistema.
«L’idea di disporre telecamere in città », ha dichiarato Menna, «per disincentivare fenomeni delinquenziali, oltre ad essere costosa non riuscirebbe a garantire la copertura di tutto il territorio.
Noi riteniamo che le telecamere possano rappresentare un eventuale deterrente ma ( se fosse questa la soluzione, dovremmo installare una telecamera in ogni appartamento e in ogni attività commerciale); la cosa sarebbe possibile, ma i costi raggiungerebbero milioni di euro, senza per questo essere certi del risultato positivo».