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Caso Lusi. Fina: «mai appoggiato dal senatore-tesoriere»

Nel Pd si scatena la polemica ed è scontro con il segretario regionale Silvio Paolucci

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Silvio Paolucci

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L’AQUILA.«Io non ho mai avuto la fortuna di essere sostenuto da Luigi Lusi».

Così l’ex segretario del Pd Michele Fina chiarisce la sua posizione all’indomani delle dichiarazioni del segretario dei democratici abruzzesi Silvio Paolucci che ha parlato di un presunto sostegno da parte di Lusi nei suoi confronti.
Qualche giorno fa in un confronto con Gianfranco Giuliante sul caso Lusi il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci ha difeso il suo partito consigliando al pdiellino «di applicare lo stesso rigore del Pd ai tanti casi che stanno scoppiando sotto il suo naso».
Quanto a Fina poi, «all'atto della mia elezione,nel 2009», ha detto, «era l'altro candidato alla segreteria ed era sostenuto da Lusi: successivamente Fina favorì la mia elezione unitaria ritirando la sua candidatura».
Nessun legame, chiarisce Fina, con il senatore finito iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di aver sottratto la somma di 13 milioni di euro al partito della Margherita, «anzi sarebbe doveroso sentire la sua posizione e capire se ci sono responsabilità di altri».
Poi Fina cambia registro e tocca il tema della corruzione e degli antidoti da mettere in campo: trasparenza amministrativa e controlli serrati sui finanziamenti pubblici e privati ai partiti.
Michele Fina ex segretario del Pd a L’Aquila e Loreto Ruscio ex tesoriere Provinciale de L’Aquila sono stati segnalati dal coordinatore del Circolo Pd di Celano Antonello Di Stefano alla Commissione nazionale di Garanzia del Pd per aver criticato in tempi non sospetti il metodo Lusi.
«Il 5 Aprile 2009», ha chiarito Fina, «all'Assemblea regionale nella quale abbiamo eletto Silvio, Lusi nemmeno era presente. Se non ricordo male si trovava in Canada; qualche migliaio di Km distante da qualunque sostegno; io non ho “ritirato” la mia candidatura ma ho evitato di presentarla per dimostrare la maturità politica di una generazione. Una scelta che doveva saldare non strappare i rapporti politici tra noi. Leggere oggi che ebbe l'effetto contrario mi amareggia molto».
Poi Fina ha colto l’occasione per ribadire un concetto tanto caro quanto difficile da praticare in politica: la trasparenza.
«E’ necessario», ha detto,«che partiti, fondazioni politiche e comitati elettorali rendano trasparenti tutte le loro entrate e uscite finanziarie. Bisogna urgentemente riformare il finanziamento pubblico e privato ai partiti. Sul finanziamento pubblico, agganciare il rimborso alla spesa sostenuta, creare un organo deputato al controllo e riformare le sanzioni: multe, sospensione ed esclusione dall’assegnazione futura del rimborso. Sul finanziamento privato, introdurre un limite quantitativo e fattispecie penali per la violazione del limite al finanziamento».
Allo stesso tempo, secondo Fina è importante disciplinare per legge specifiche cause di ineleggibilità che inibiscano la candidatura e comportino l’automatica decadenza dalle funzioni di rappresentanza politica ad ogni livello dei condannati in via definitiva per i delitti contro la pubblica amministrazione.
«Per il Pd abruzzese», ha concluso, «oggi il problema non è la vicenda giudiziaria Lusi o chi in buona fede ha condiviso con lui un percorso politico. Il problema è capire se si è stati in grado di prevenire il danno. Capire se dalla provincia dell'Aquila emergevano solo “critiche e divisioni politiche”. Tutto questo è il compito di un organismo collegiale del partito che chiedo ancora a Silvio Paolucci di convocare».