PRIMARIE CENTRODESTRA

Psicodramma primarie a L’Aquila. Pdl senza candidati: «è truffa». Storace: «la cricca imbroglia»

D’Eramo (La Destra) unico a presentare la candidatura

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5170

Francesco Storace

Francesco Storace

L’AQUILA. Pdl aquilano nei guai e le primarie sono miseramente fallite. Motivo? Nessun candidato.

O meglio: nei giorni scorsi un uomo che rappresentasse il Popolo delle Libertà si era fatto avanti: Enzo Lombardi che da tempo, ha spiegato Gianfranco Giuliante, aveva annunciato la propria volontà di mettersi a disposizione del partito. Poi la marcia indietro. Ieri, ultimo giorno utile per presentare le candidature, è stata una giornata a dir poco convulsa. Il termine fissato per le 13 è slittato alle 17 «per cercare di ragionare su cosa fare nel post Lombardi», ha spiegato Giuliante. Ma il percorso è stato tutto in salita.
Alla chiusura delle presentazioni delle candidature c’era solo un nome: Luigi D’Eramo (espressione de La Destra) che quando ha scoperto di essere solo in pista ha commentato con uno stoico: «io non mi tiro indietro».
Ci ha provato il Pdl a disarcionarlo: ritira la candidatura», gli hanno intimato Giuliante e Magliocco, ma lui resta in sella al suo cavallo, pronto a correre (da solo) il prossimo 18 marzo.


15.30: D’ERAMO C’E’
D’Eramo ha presentato la propria candidatura alle 15,30 nelle mani di due dei componenti del Comitato primarie: Valerio Di Pasquale, rappresentante de La Destra, e Alfonso Magliocco, rappresentante del PdL. Non sono riusciti, invece, a rintracciare Vincenzo Merlini, rappresentante di Domani L’Aquila.
«L’Aquila non può permettersi di avere candidati che nel giro di poche ore, in spregio alla città, cambiano idea repentinamente», ha attaccato D’Eramo in una conferenza stampa convocata nel pomeriggio. «E non posso credere che le “famiglie aquilane” abbiano messo in piedi un meccanismo così diabolico quando hanno capito che avrebbero perso le elezioni primarie contro di me», ha proseguito D’Eramo, deciso e calmo.
«Mi é stato chiesto di ritirarmi. Ho rifiutato perché ho assunto un patto di lealtà nei confronti della città e della comunità politica che stasera rappresento e siccome sono una persona coerente e della coerenza ho fatto principio, non farò un metro indietro rispetto al giuramento che ho idealmente prestato all’Aquila».
Secondo D’Eramo l’architetto Pierluigi Properzi (la sua era una candidatura civica supportata da Fli) non avrebbe rispettato il patto di concorrere alle primarie. «Questo mi fa pensare che avrebbe potuto tenere la stessa condotta anche quando avessi vinto le primarie. Non voglio sottostare a logiche al di fuori della volontà dei cittadini. Mi ritengo libero rispetto a ogni impegno assunto nei confronti di persone che non hanno la forza di essere coerenti. Oggi ci troviamo difronte alla più grande truffa mai commessa ai danni della città e degli aquilani».
All’incontro con la stampa ha preso parte anche Valerio Di Pasquale che ha sottolineato come esista un aspetto formale che Pdl e Domani L’Aquila stanno trascurando: «il comitato promotore delle primarie è regolarmente costituito con le consultazioni indette. L’unica candidatura è stata accettata e, sul piano puramente teorico, le primarie potrebbero ancora tenersi il 18 marzo».
«Questa brutta pagina da Prima Repubblica deteriora il ruolo politico che il capoluogo di regione dovrebbe avere nei confronti dell’Abruzzo. Leggo una sorta di strategia che vuole ostacolare figure giovani emergenti della nostra realtà politica».
Per quanto riguarda Properzi, lui stesso ha spiegato di aver deciso di non presentare la propria candidatura perché «chi si candida a sindaco de L’Aquila ha il compito di verificare anzitutto la propria capacità di aggregazione. A malincuore e nonostante una disponibilità ampia e ripetuta, non considerando un dato positivo le divisioni determinatesi, ritiro la mia candidatura per le primarie. Rimane ferma la mia determinazione a pormi al servizio della città, come aquilano e come tecnico».
Proprio le notizie di una possibile candidatura di Properzi aveva fatto arrabbiare nei giorni scorsi Lombardi che aveva chiesto al partito: ‘o io o lui’. Poi Lombardi ha deciso di andare per un percorso «in proprio».
Intanto Giovanni Farello del movimento civico L’Aquila città Unità parla di «psicodramma»: «la dirigenza locale, ovvero Giuliante&Magliocco si è imbucata in un tunnel senza uscita, e comunque vadano le cose l’immagine di un Pdl diviso e incerto, per non dire spappolato, si è plasticamente imposta a tutti gli aquilani. Rinunciare alle primarie per mancanza di candidati, quando si è fatto di tutto per averle per ostacolare Giorgio De Matteis, è un clamoroso autogol, del quale Giuliante dovrebbe rendere conto a se stesso in qualità, negli ultimi 20 anni, di “amministratore unico di An prima e del Pdl poi, oltre che a Roma».
Ma che fine faranno le primarie? Alfonso Magliocco a fine serata ha spedito una nota alla stampa: «alla luce di quanto accaduto, nella serata di domani (oggi per chi legge, ndr) il coordinamento provinciale del Pdl affronterà le problematiche connesse e deciderà il percorso migliore a garantire un protagonismo forte del Popolo della Libertà alle prossime elezioni».

STORACE: «UNA CRICCA CHE IMBROGLIA»
Il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, stamattina sul suo blog, interviene duramente sulla vicenda delle primarie  di coalizione di centrodestra e non usa mezzi termini: «A L’Aquila una cricca di partito ha deciso di imbrogliare gli elettori», denuncia.  Secondo Storace il Pdl aquilano si sarebbe accorto che D’Eramo (candidato della Destra) avrebbe potuto vincere: «anche se giovane, ha già una brillante esperienza amministrativa che lo mette in evidenza di fronte agli aquilani. Anche la sua famiglia ha sofferto la tragedia del terremoto e non ha esitato a porsi dalla parte dei cittadini persino nei confronti di quello che era il governo amico. E’ stato ad un passo dal diventare assessore regionale, per la stima che di lui ha il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi».
«Si sono resi conto», continua Storace sul blog, «che le primarie può vincerle il candidato de La Destra e hanno deciso di annullarle. Non credo che si debba usare una parola diversa da vergogna. Metodi da cricca». «D’Eramo andrà avanti, con il sostegno del suo popolo e l’affetto del suo partito», assicura Storace. «Alfano, che vuol fare del Pdl il partito degli onesti, cominci a sbarazzarsi dei manigoldi che ha a L’Aquila. Chi si comporta così, non merita di fare politica».

LA DESTRA: L'AQUILA, DI PASQUALE COMMISSARIO PROVINCIALE
Valerio Di Pasquale e' stato nominato commissario della Federazione provinciale dell'Aquila de La Destra dal segretario nazionale del partito, Francesco Storace. Lo ha reso noto il segretario regionale, Luigi D'Eramo. Di Pasquale e' uno storico esponente della destra abruzzese, e con D'Eramo ha dato vita al progetto "Prospettiva 2022. Tutto un altro futuro". Nell'ufficializzare la nomina, Storace ha augurato buon lavoro al neocommissario.