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Vice presidenza Consiglio: Pescara Futura vuole Caroli. Ranieri dice no

Il presidente della commissione Finanze: «voglio credere che la coerenza sia ancora un valore»

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Renato Ranieri

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PESCARA. Ieri mattina il gruppo consiliare di Pescara Futura, con il coordinatore cittadino Vittorio Mingione, si è riunito e ha sottoscritto un patto federativo con la consigliera Adele Caroli.

«Lo stesso gruppo consiliare», annuncia il capogruppo Amedeo Vope, «ha candidato la Caroli alla carica di vicepresidente del Consiglio comunale». La carica, come emerso nel corso degli incontri all’interno della coalizione di governo del centrodestra, è stata confermata a Pescara Futura.
Caroli, ha spiegato ancora Volpe, «si è impegnata a lavorare in sintonia con il gruppo consiliare nel pieno rispetto del programma sottoscritto dalla coalizione di centrodestra con gli elettori».
Caroli dovrebbe dunque andare in sostituzione del dimissionario Gianni Santilli, oggi assessore al Commercio.
«Siamo certi che l’adesione al patto federativo della consigliera Caroli contribuirà a rafforzare ulteriormente l’azione di governo, e alla stessa consigliera Caroli vanno gli auguri di buon lavoro», ha chiuso Volpe.

Contrario a questa mossa, però, Renato Ranieri, presidente Commissione Finanze, che non discute il fatto che la vicepresidenza spetti a Pescara Futura, ma non condivide la scelta di Caroli.
Il nome della consigliera non lo pronuncia mai ma il riferimento è a lei quando dice no a «chi oggi siede tra i banchi dell’opposizione, chi non ha mai votato il Bilancio, chi ha assunto toni e posizioni forti contro chi era per la realizzazione della filovia, a chi ha criticato ogni cosa questa amministrazione avesse fatto o avesse pensato di fare».
«Non voglio credere», continua Ranieri, «che dovrò votare chi disse qualche mese fa: “chiedo ufficialmente da oggi di poter passare alla sinistra dell’assise comunale per continuare la mia battaglia politica, esclusivamente a favore dei cittadini di Pescara e in totale libertà e indipendenza da vincoli di partito”, oppure, che “…l’inadeguatezza sia dell’attuale gestione della città, sia dell’inaccettabile deriva autoritaria del coordinamento locale e regionale del partito, … ne stanno facendo un luogo sempre più ostile e inabitabile per chiunque abbia dignità di pensiero e preoccupazione per il bene comune”. C’è un limite a tutto», continua Ranieri, «persino al mio incondizionato senso di appartenenza e rispetto che porto al mio Partito ed ai miei Dirigenti che ben mi rappresentano, ma come ho specificato anche all’incontro del gruppo Consiliare del Pdl di venerdì, se sarò costretto proporrò la mia candidatura».