PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA

Cialente batte Festuccia. 5 mila al voto

Il sindaco: «ora vincere al primo turno»

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Cialente batte Festuccia. 5 mila al voto
L’AQUILA. E’ stata una vittoria schiacciante. Nessuna sorpresa: Cialente tenterà il mandato bis.

Vittorio Festuccia (appoggiato da Sel e Rc) nelle ultime settimane non si è risparmiato ma la battaglia con il sindaco in carica non era di quelle facili. Ci ha sperato fino all’ultimo, poi si è dovuto arrendere davanti all’evidenza dei numeri, prima ancora che lo scrutinio venisse completato. Dopo il responso di 8 seggi su 12 Cialente aveva già collezionato il 68% delle preferenze e per il primario del San Salvatore la vittoria è sfumata.
Alla fine Cialente l’ha spuntata con 3.510 preferenze, lo sfidante si è fermato a 1.465. Sono state 7 le schede bianche e 5 quelle nulle. Ampia l’affluenza degli aquilani che hanno partecipato alle primarie: 5.007 (nel 2007 erano stati quasi 9 mila ma c’erano in corsa 7 candidati e tutti i partiti). Oltre il 70% ha premiato l’attuale primo cittadino.
«Ora», commenta il Psi regionale, «è il momento di affrontare una seria e dura campagna elettorale per Cialente, per il Psi ma soprattutto per L'Aquila». Molto contento il sindaco che a tarda sera ha festeggiato con collaboratori e supporters. Ha spiegato che a lui interessava particolarmente «conoscere il giudizio degli aquilani», dopo mesi non facili e i continui contrasti con la macchina commissariale. Per questo le primarie le ha ritenute, fin dal principio «fondamentali, anche per capire come affrontare le elezioni».
Adesso, infatti, parte la macchina più grossa e Cialente si augura di vincere al primo turno, senza ballottaggio: «non c’è tempo da perdere».
Anche perché dopo le elezioni finirà la fase di commissariamento della ricostruzione. Cialente vuole un centrosinistra «compatto»: «dobbiamo sederci intorno ad un tavolo e ragionare attentamente sul programma elettorale». Il sindaco punta a battere il centrodestra, «fortemente spaccato» e i temi principali saranno sicuramente quelli della ricostruzione post sisma.
«Massimo Cialente ha stravinto le primarie», commenta il segretario del Pd dell'Aquila Francesco Iritale. «I 3.500 voti ottenuti sono il frutto di un lavoro di squadra, di una rete di amministratori, dirigenti di partito, esponenti della società civile e cittadini che, coordinati dal Sindaco, in questi anni hanno sostenuto l'azione di governo del centro sinistra e con abnegazione si sono spesi in questa prima fase di campagna elettorale. Oggi - prosegue - sostenere Cialente significa difendere gli interessi della citta' contro un centro destra diviso, rissoso e guidato da politici di altri territori dell'Abruzzo. Cogliamo l'occasione per ringraziare innanzitutto tutti i cittadini che hanno votato contribuendo a fare della giornata di ieri un bel momento di democrazia, e tutti i militanti e dirigenti del PD e delle altre forze che hanno sostenuto Cialente per il preziosissimo lavoro svolto».

RC:«PRIMARIE TRA LUCI E OMBRE»
«L'affermazione di Cialente nelle primarie di una parte del centrosinistra è un risultato prevedibile vista la sproporzione delle forze in campo. Vittorio Festuccia, indipendente, era infatti ufficialmente sostenuto solo da SeL con l'appoggio esterno di Rifondazione Comunista, che non ha sottoscritto il patto di coalizione per le primarie. In tal senso il 30% riportato da Festuccia va molto al di là della forza esprimibile da SeL e Rifondazione».
Lo dicono Marco Fars, segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista, e
Francesco Marola, segretario provinciale.
«L'affermazione di Cialente appare netta solo senza considerare alcuni aspetti che meritano un giudizio più articolato su queste primarie», dicono, «il primo è che queste primarie non risolvono i problemi in merito ai programmi e alla composizione dell'eventuale coalizione di centrosinistra. L'Italia dei Valori è al momento fuori dalla coalizione, Rifondazione Comunista sul merito dei programmi ha sollevato questioni su cui Cialente non ha dato ancora risposta. Il nostro appoggio esterno a Festuccia è stato infatti motivato dalla disponibilità dello stesso a portare dentro il dibattito i contenuti da noi proposti. Con soli due candidati, le primarie non hanno saputo coinvolgere movimenti e comitati che potevano arricchire il confronto; una critica che fin dall'inizio Rifondazione Comunista ha posto e a cui il PD ha risposto blindandosi attorno alla candidatura di Massimo Cialente, favorendo una sterile collocazione antipartitica di alcune liste civiche.  Riguardo la partecipazione al voto, Cialente ha ottenuto circa 600 voti in più rispetto ai 2.900 che lo avevano visto vincitore 5 anni prima, quando era il candidato dei soli DS. La sensazione è quella di primarie un po' asfittiche e concentrate più sulla figura del sindaco in carica che sulla partecipazione ai programmi, quindi una personalizzazione che occulta i problemi.
Ci auguriamo che dopo queste primarie si possa finalmente discutere del merito dei programmi, rintracciando in essi l'unica strada che possa unire il centrosinistra per battere una destra, che nello specifico aquilano ha dimostrato tutta la sua subalternità al modello predatorio e spettacolare berlusconiano».