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No ai rifiuti di Pescara: la maggioranza si ricompatta intorno a Di Primio

In una lettera il consolidamento del centrodestra

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No ai rifiuti di Pescara: la maggioranza si ricompatta intorno a Di Primio
CHIETI. C’è una lettera di solidarietà al sindaco di Chieti per la sua ferma opposizione all’arrivo dei rifiuti di Pescara.

 L’ha scritta la sua maggioranza, cespugli compresi, che scende in campo contro la ventilata possibilità di utilizzare la discarica di Casoni, a Brecciarola di Chieti, per far fronte all’emergenza rifiuti di Pescara. Dunque la maggioranza si ricompatta attorno al sindaco e questo è un messaggio forte che arriva alla Regione ed alle Province di Pescara e Chieti, in forte ritardo sulla gestione e sulla costruzione di nuove discariche.
«Emergenza rifiuti? Ma quale emergenza…. Non siamo mica a Napoli, qui qualcuno vuole enfatizzare il problema dell’immondizia per forzare la mano a Chieti. Noi non ci stiamo»: è stata questa la posizione espressa ieri nella Commissione comunale Ambiente, a cui hanno partecipato sia l’assessore Alessandro Bevilacqua che il dirigente Pino La Rovere.
Al termine del confronto interno, molto acceso, è stato comunque approvato un documento unitario che annulla le divisioni, interne soprattutto alla maggioranza che sembra aver compreso che è meglio rispettare le specificità dei singoli gruppi invece di tentare di cooptarli all’interno del Pdl. Nel documento licenziato dalla Commissione si sottolineano tre punti tecnici molto importanti: la riduzione della capacità della discarica di Chieti, se arriveranno i rifiuti di Pescara; la violazione delle norme europee in tema di rifiuti trattati e soprattutto la notazione che non si è di fronte a nessuna emergenza rifiuti a Pescara. Secondo i calcoli infatti, attraverso il nuovo conferimento di rifiuti dal pescarese la durata di vita residua della discarica di Casoni scenderebbe da 18 anni a 2 anni e mezzo. Quindi in breve tempo Chieti si troverebbe di fronte ad un problema indotto di smaltimento dei rifiuti, nonostante stia attuando, con buon successo, la raccolta differenziata. Per le norme europee, nel caso che la Regione imponga il conferimento dei rifiuti di Pescara, tale ordinanza sarebbe illegittima, in quanto il rifiuto proveniente dalla provincia di Pescara, una volta trattato, acquisisce un codice Cer, catalogo europeo dei rifiuti (nello specifico il numero 19), diventando un rifiuto che deve essere smaltito dal privato che lo ha trattato. E in questo caso, quindi, la Regione andrebbe ad interferire su un rapporto di natura privata. Quanto all’emergenza, dove sono i rifiuti in strada come a Napoli?
Sebastiano Calella