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Parco Costa Teatina. Febbo: «ancora un anno di confronti»

L’emendamento D’Alì come occasione

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Febbo e Tagliente

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PESCARA. «Per il Parco della Costa Teatina..c’è tempo».

Parola dell'assessore regionale e coordinatore del tavolo tecnico per il Parco della Costa teatina, Mauro Febbo che considera l’ emendamento D’Alì (con cui l'istituzione del Parco slitta ancora di una anno) come un’opportunità da cogliere per riflettere e confrontarsi.
«E’ il momento che gli attori coinvolti valutino con attenzione le opzioni sul tavolo», dice, «dalla Regione nessun rallentamento».
Secondo Febbo sul tappeto ci sono due opzioni da valutare per la costa teatina e su cui gli Enti si sono già espressi. Si tratta del progetto della Provincia di Chieti per il Comprensorio della Costa dei Trabocchi sostenuto, anche economicamente, dalla Regione e che ha ottenuto l’unanimità di tutti gli attori coinvolti (9 Comuni, il Patto territoriale, le Organizzazioni industriali, commerciali e agricole) ed il Parco della Costa teatina che ad oggi, dice il consigliere, «dopo 12 anni, ha ottenuto solo 3 “pseudo adesioni” su 8 amministrazioni interessate».
«E’ infatti finito il tempo dello scontro politico», continua Febbo, «che ha caratterizzato questi ultimi mesi e i cosiddetti sostenitori del Parco devono mettersi in testa che non hanno ottenuto ciò che volevano. Ora, con serenità e disponibilità di tempo, bisogna proseguire sulla via del confronto serio e costruttivo per poter lavorare con concretezza e giungere ad un progetto solido».
Tempo fa con il parere positivo del Governo, era stata approvata con un emendamento a firma del senatore del centrodestra Antonio D’Alì, la proroga di un anno, sino al 31 dicembre 2012, per l’istituzione del parco nazionale "Costa Teatina".
In Abruzzo aveva molto stupito l’interessamento del politico siciliano. «Come mai un senatore non abruzzese si interessa alla questione del Parco della Costa Teatina?» si chiedevano in molti.

Solo di recente il collaboratore di D’Alì, Salvatore Braschi consulente della XIII Commissione Senato ha elencato una serie di motivazioni alla base dell’emendamento che blocca il progetto tra cui «difficoltà finanziarie del Ministero dell’Ambiente, contrarietà emerse da parte di molte istituzioni locali rappresentative delle comunità locali e poi, occasioni importanti mancate nell’arco di oltre un decennio».