EMERGENZA NEVE

Emergenza neve: «nessuna certezza sui rimborsi ai Comuni»

Probabilmente restituiti solo il soldi per il sale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2165

Emergenza neve: «nessuna certezza sui rimborsi ai Comuni»
ABRUZZO. I consiglieri del Partito Democratico lanciano l’appello a Chiodi: «convochi i sindaci e spieghi cosa accadrà»

Dopo aver atteso (inutilmente) due settimane dall’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale della risoluzione sulle eccezionali nevicate (proposta dal Pd ed in cui il presidente e la Giunta regionale avevano assunto una serie di impegni per ristorare i privati ed i Comuni), i consiglieri regionali Giovanni D’Amico e Claudio Ruffini, hanno chiesto all’assessore Giuliante di riferire nel merito della vicenda in II Commissione.
«Un momento di confronto preoccupante», definiscono i due quello svoltosi ieri in Commissione: «l’assessore non ha risposto alle perplessità poste da noi e sono emerse una serie di criticità sul rimborso delle somme sostenute dagli Enti locali e per i danni alle attività agricole e produttive».
«Il quadro è preoccupante» spiega D’Amico, «come affermato dallo stesso Giuliante, c’è il rischio concreto che gli Enti Locali ricevano solo una piccola parte delle ingenti somme spese per fronteggiare l’ultima emergenza».
E in Commissione si sono sciolti un po’ di nodi: si è scoperto così che il decreto di riconoscimento del Governo dell’8 febbraio 2012 assicura il ristoro delle somme effettivamente spese solo a partire dalla giornata dell’08 febbraio 2012. Lo stesso decreto di Monti esclude quindi il ristoro delle somme spese dagli Enti locali prima di quella data e sono soltanto quelle legate all’emergenza “nuda e cruda”. La Regione Abruzzo ha messo a disposizione 1 milione di euro per la prima emergenza e spera nell’aiuto del fondo di solidarietà UE. Scarse possibilità di fondi, infine, per i danni avuti dagli agricoltori e dalle imprese e per le infrastrutture pubbliche.
Nel concreto cosa potrebbe accadere?
«I Comuni e le Province», provano ad immaginare Ruffini e D’Amico, «non vedranno un euro di rimborso per le spese sostenute prima dell’08 febbraio ovvero prima del Decreto del Governo se non quelle attraverso il milione di euro messo a disposizione della Regione».
Ma se il Comune ha utilizzato dieci ruspe private per pulire strade comunali oppure una piazza? Queste somme non vengono ritenute legate all’emergenza vera e propria bensì all’ordinarietà. La stessa cosa vale per i mezzi utilizzati per caricare e sgombrare i centri storici invasi dagli accumuli di neve. Mentre si considerano spese emergenziali quelle utilizzate per riaffermare e ristabilire le normali condizioni di viabilità necessarie ad offrire assistenza alle popolazioni ed ai nuclei abitativi isolati dalle nevicate. Il fondo di solidarietà dell’UE che interviene principalmente in caso di grave calamità naturale partecipa alla calamità con un contributo pari al 2,5 per cento della spese totale che lo Stato colpito ha subito. E’ quindi un aiuto tutto da valutare e che nessuno sa quando diverrà effettivamente disponibile.
«Il milione di euro messo in campo da Chiodi per la prima emergenza», denunciano ancora i due consiglieri d’opposizione, «non è che una goccia nel mare dei danni che hanno interessato duramente la nostra Regione e che a mala pena servirà a ristorare le spese sostenute dai Comuni per l’acquisto del sale. La Regione Abruzzo si è dimostrata ancora una volta impreparata e a nulla sono serviti gli annunci di Chiodi di un pronto ristoro dei danni che anche stavolta non ci sarà».