FINANZIAMENTI & CONTROLLI

Fondi Ue, Regione si affida alla Gdf per evitare l’uso improprio. Costantini ironizza

Sviluppata sinergia per controlli e verifiche

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Fondi Ue, Regione si affida alla Gdf per evitare l’uso improprio. Costantini ironizza
ABRUZZO. Regione Abruzzo e Comando regionale della Guardia di finanza insieme per un corretto utilizzo dei fondi strutturali comunitari.

Il presidente Gianni Chiodi ed il generale Nunzio Antonio Ferla hanno firmato ieri un protocollo d'intesa finalizzato al coordinamento sinergico delle attività di controllo e scambio informazioni in materia di finanziamenti Ue. In sostanza, l'accordo impegna la Regione a fornire alla Gdf la banca dati dei beneficiari dei cofinanziamenti comunitari, con i relativi, periodici, aggiornamenti, oltre che ogni utile notizia al fine dell'attività ispettiva. La Regione, inoltre, segnalerà alla Gdf tutti quei casi che possono apparire probabili violazioni tributarie. La Guardia di finanza, tramite i Comandi provinciali, comunicherà tempestivamente all'Ente l'avvio di accessi, ispezioni e verifiche nei confronti dei beneficiari del cofinanziamento; fornirà, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria, le generalità delle persone fisiche o giuridiche coinvolte, nonché le disposizioni violate, la natura e l'entità della spesa, tempi e modalità dell'infrazione, possibilità di recupero. A questo punto, la Regione riferirà alla Gdf le decisioni assunte e le iniziative eventualmente intraprese per il recupero delle somme indebitamente erogate. Se lo riterrà opportuno, la Regione potrà chiedere al Comando regionale di disporre gli accertamenti e le investigazioni tipiche di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio dello Stato e di quello dell'Unione europea.
«C'è bisogno di grande attenzione sull'impiego dei fondi pubblici europei e di un cambio di cultura che deve permeare tutta la comunità - ha detto il governatore Chiodi - E' in gioco il ruolo ed il rango della Regione Abruzzo». Fino a qualche tempo fa, si riteneva che le risorse pubbliche fossero infinite e che fosse possibile dare tutto a tutti. «Far credere possibile un uso smodato di detti fondi ha fatto sì da privare le giovani generazioni di una quota importante di futuro e di speranza», ha sottolineato Chiodi.
«La Guardia di Finanza - ha riconosciuto il presidente - è un solido baluardo della legalità. La nostra, e la sua, è una doppia sfida: contrastare l'uso improprio di soldi pubblici comunitari; recuperare le risorse assegnate a chi di fatto non ne aveva diritto. Passaggio fondamentale affinchè l'Abruzzo recuperi credibilità ed immagine nel Paese ed in Europa».
Il generale Ferla ha sottolineato come l'intesa sottoscritta sia il seguito di un precedente accordo raggiunto tra l'Ente regionale e la Gdf nel 2002 ed ha ricordato i compiti principali dei finanzieri: lotta all'evasione/elusione fiscale ma anche controllo sulla spesa pubblica. «Con questo protocollo - ha ribadito il generale - intendiamo creare un circuito positivo tra Gdf e Regione Abruzzo, basato su uno scambio di informazioni che porterà benefici sia all'una che all'altra parte».

COSTANTINI IRONIZZA
Intanto su Facebook il consigliere regionale dell’Idv Carlo Costantini ironizza e scrive: «Oggi Chiodi firma un protocollo con la Guardia di Finanza per scambiarsi informazioni e contrastare l'uso improprio dei fondi strutturali comunitari.
Gia' che ci si trova, dia una mano alla Guardia di Finanza anche a contrastare l'esportazione illegale di capitali all'estero, firmando un protocollo con il suo studio!!»
Il riferimento è alle notizie dei giorni scorsi dell’inchiesta della procura di Teramo riguardante il crack dei fratelli Nicolino e Maurizio Di Pietro, arrestati per bancarotta. I due avevano ricevuto dallo studio del governatore Chiodi assistenza fiscale. Procuratore di una delle società nel paradiso fiscale di Cipro è Carmine Tancredi, appunto socio di studio di Chiodi.
Nei giorni scorsi proprio l’Idv ha girato a Chiodi 10 domande per chiarire la situazione. Per il momento le risposte non sono arrivate.