BANCAROTTA E PARADISI

Studio Chiodi-Tancredi, «10 domande per te posson bastare…»

D’Alessandro (Idv):«Chiodi ha il dovere morale e politico di rispondere e chiarire»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4558

Studio Chiodi-Tancredi, «10 domande per te posson bastare…»
ABRUZZO. Siamo alle solite: un nuovo scandalo che insidia il governatore Chiodi ed il solito silenzio ostinato che segue per giorni.

Ma il pluricommissario ha già dimostrato bene in passato di essere più forte della “cronaca” ed in grado bene di sopportare il carico per poi beneficiare dell’oblio che ne segue. Altre volte è capitato che da più parti si invocassero (quasi suppliche) spiegazioni che non sono arrivate. Si è preferito in passato il silenzio con il carico di dubbi che comporta. Si è preferita l’opacità sostanziale alla trasparenza reale. Così ora a chiedere risposte sul nuovo caso che tiene banco è Cesare D’Alessandro, Idv.
L’inchiesta della procura di Teramo riguarda il crack dei fratelli Nicolino e Maurizio Di Pietro, arrestati per bancarotta, avevano ricevevano dallo studio del governatore Chiodi  assistenza fiscale. Procuratore di una delle società nel paradiso fiscale di Cipro è Carmine Tancredi, appunto socio di studio di Chiodi.
«In maniera garbata, con pacatezza e senza insinuare nulla», dice D’Alessandro, «senza alcuna cattiva allusione, rinnovo alcune domande sull’intreccio giudiziario-professionale e, di conseguenza, politico relativo al caso dei fratelli Di Pietro e dei loro rapporti con lo studio Chiodi-Tancredi. I cittadini abruzzesi hanno il diritto di sapere in merito all’operato di Chiodi, in quanto uomo pubblico, il cui comportamento non può essere circoscritto ad un ambito professionale. Come tutti sanno, un paradiso fiscale è uno Stato che garantisce un prelievo, in termini di tasse, molto basso o addirittura nullo. Cipro, che sta nella lista nera dell’OCSE, è uno di questi».
Chiodi probabilmente non ama i quiz anche se da molte risposte potrebbe guadagnare in credibilità nei confronti di simpatizzanti e non.
Intanto la lista delle domande del’Idv:

1)    Lei, presidente Chiodi, è a conoscenza che Cipro è sulla lista nera dei Paradisi fiscali stilata dall’OCSE?
2)    Il suo studio professionale ha mai costituito società nell’isola di Cipro? E in particolare, per conto di Nicolino e Maurizio Di Pietro?
3)    Il suo studio professionale era a conoscenza dei trasferimenti di capitali, peraltro illegalmente acquisiti, in varie banche inglesi con filiali in Svizzera?
4)    I soldi che successivamente rientravano in Italia dalla Svizzera non hanno mai fatto sorgere in Lei e nel suo socio il minimo dubbio?
5)    È in grado, signor Governatore, oltre alla bancarotta di cui i fratelli Di Pietro dovranno rispondere in sede penale, di quantificare l’evasione fiscale determinata dal vorticoso giro di capitali nel “paradiso” cipriota?
6)    Da quasi un mese, pressoché quotidianamente, il suo studio viene chiamato in causa da articoli di stampa sui quali Lei tace; ritiene, caro Governatore, che la questione non la riguardi?
7)    Perché, quando il suo studio professionale è stato perquisito dall’Autorità Giudiziaria, Lei non lo ha mai reso pubblico?
8)    Perché non dà all’opinione pubblica abruzzese la sua versione dei fatti?
9)    Ritiene che la vicenda del crack dei fratelli Di Pietro, impresari edili di movimento terra da sempre, improvvisamente impresari di movimento di capitali illegali, costituisca un complotto contro di Lei?
10)    Non ritiene forse giusto che gli abruzzesi, i quali  da 4 anni pagano ogni sorta di tasse per ripianare i debiti contratti, debbano sapere da chi sono guidati e in che maniera.