LA POLEMICA

Chieti, emergenza rifiuti. Montanaro: «un problema che va oltre Casoni»

Disegno di accerchiamento?

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Chieti, emergenza rifiuti. Montanaro: «un problema che va oltre Casoni»
CHIETI. «L’emergenza rifiuti nel chietino va oltre il problema Casoni».

Così Sergio Montanaro nelle vesti di componente direttivo regionale di IdeAbruzzo, torna sull’argomento che tiene banco in questi giorni: le sorti dei rifiuti pescaresi da dirottare nell’impianto chietino di Casoni visto che la discarica di Colle Cesa di Spoltore è ormai agli sgoccioli.
Ma dietro l’allarme c’è dell’altro. Secondo Montanaro «c’è un disegno che vedrebbe Chieti come la pattumiera d’Abruzzo e questa vicenda dei rifiuti da Pescara, sarebbe solo una sorta di prova per testare la reazione popolare».
La tesi di Montanaro poggia su alcune riflessioni.
«Nelle immediate vicinanze di Chieti», dice, «non necessariamente sul suolo teatino, nel tempo si sono impiantati circa 20 impianti di trattamento di rifiuti. Dettaglio non indifferente, sfuggito a troppi politici. A poche decine di metri da Chieti e dal suo abitato ci si sta battendo aspramente per impedire la costruzione di un impianto sul territorio di Casalincontrada che potrebbe portare, a non a molta distanza da Casoni e da tutte le altre installazioni operante nella lavorazione di rifiuti, circa 200.000,00 tonnellate di rifiuti annui, di cui oltre il 65,00% derivanti da materiali quali car-fluff , gomme ed altri infiammabili, e provenienti da fuori regione».
Chieti , secondo Montanaro «sta per essere letteralmente accerchiata e se si intendesse suddividere le varie aree riservando a Chieti il ruolo di ricettacolo della spazzatura della città metropolitana il progetto lo si potrebbe già considerare nella fase operativa».
La domanda che nasce spontanea è: il polverone che si è levato dietro Casoni nasconde un reale interesse a risolvere il problema o si tratta di un mero campanilismo “guadagna consensi”?
 Montanaro ha dei dubbi visto che la stessa Provincia di Chieti non ha ancora predisposto un piano per i rifiuti al passo con le disposizione e normative vigenti, come invece doveva essere.
«I consorzi per la raccolta rifiuti», dice, «apparentemente gestiti dai sindaci, sono fortemente indebitati e pagano, con i soldi dei cittadini, lo scotto di una programmazione errata e non rispondente alle reali necessità del territorio regionale. Però riciclano poltrone a tutto spiano. I politici tutti, nessuno escluso, continuano a parlare dell’Abruzzo come di una regione verde e così della provincia di Chieti, ma nei fatti, poi, con le parole ”sostenibilità” e “sviluppo” non si capisce cosa si intenda veramente. Le varie leggi regionali che si sono succedute, sia da parte del centro-sinistra che del centro-destra, non hanno chiarito molti punti lasciando troppe lacune e contribuendo a determinare la situazione critica attuale a livello regionale».