POLITICA

Congresso Pdl, «uno snodo per il rilancio del partito»

Sospiri: «non esiste nessun asse preferenziale»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2533

Congresso Pdl, «uno snodo per il rilancio del partito»
PESCARA. Non c’è alcun asse preferenziale Sospiri-Masci per il I° Congresso del Popolo della Libertà nella provincia di Pescara.

Lo dice con convinzione lo stesso Sospiri in vista del primo congresso del Pdl che comincia oggi per l’elezione della segreteria cittadina e continua domenica per il rinnovo provinciale.
Il presidente provinciale del partito assicura di aver stretto ‘assi’ preferenziali con tutti quegli esponenti politici «che vogliono unire e non dividere», come Federica Chiavaroli, il vice presidente della Regione Alfredo Castiglione e il presidente della Provincia Guerino Testa. E ci infila dentro, ovviamente, anche Masci, «perché in politica uniti si vince, divisi si perde, ce lo ha insegnato il passato e dobbiamo fare tesoro di quelle esperienze».
Nelle ultime ore però tiene banco soprattutto l’asse preferenziale Sospiri-Masci, come se ci fossero due personaggi che hanno deciso di prendere in mano le sorti di un partito intero, escludendo tutti gli altri. «Così non è, anzi», spiega il diretto interessato: «l’aver costituito una lista che è riuscita a federare per il Congresso due gruppi di estremo rilievo come Pdl e Pescara Futura è segno della nostra volontà di unire, di redigere insieme programmi di governo dei nostri territori, di coinvolgere quante più forze possibili per dare stabilità e sostanza all’Abruzzo intero».
E tale unione, assicura sempre Sospiri, nulla toglie all’Udc, né tantomeno può rappresentare una minaccia per altri alleati.
Oltre al congresso dei prossimi giorni a L’Aquila si pensa anche alle prossime amministrative. Per Salvatore Santangelo, esponente del Pdl, proprio domenica sarà «uno snodo fondamentale per rilanciare il progetto alla base del Pdl». «I dati parlano chiaro», analizza Santangelo: «siamo stretti da una forbice, da un lato c’è l’80% di italiani che vuole scegliere il proprio leader e la propria classe dirigente attraverso strumenti partecipativi come le primarie; dall’altra la fiducia nei confronti dei partiti ha toccato il minimo storico del 3,5%. Oggi, l’obiettivo è riuscire a capire come rinnovare l’esperienza dei partiti senza snaturarla. Inoltre, non possiamo dimenticare che il Popolo della libertà nasce da una fusione a freddo tra storie ed esperienze profondamente diverse».
Proprio sulla scia di tali considerazioni, questa stagione congressuale si prefigura fondamentale per superare il bilanciamento delle quote e avere una realtà finalmente forte e coesa, sostiene Santangelo. «Pur sostenendo il governo Monti, non possiamo non tenere presente che alcune scelte stanno aggredendo frontalmente il nostro elettorato, scelte che stiamo pagando in termini di consenso». Come uscire dunque da tale situazione? «Non ritirando il simbolo», sostiene l’esponente del Popolo delle Libertà, «e dando spazio alle liste civiche, ma rilanciando la bontà del progetto che aveva ispirato i movimenti fondatori del Pdl: la centralità della persona e della famiglia, il protagonismo dei giovani, la libertà d’impresa e la visione solidaristica ispirata ai valori della dottrina sociale della Chiesa. Pur consapevoli di queste difficoltà, siamo coscienti che questo congresso sarà un momento di snodo fondamentale in vista delle elezioni amministrative, dove vogliamo che i nostri uomini e le nostre donne siano protagonisti».