IL CASO

Il senatore siciliano che frena il Parco della costa Teatina

Nei giorni scorsi il via libera alla proroga

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Antonio D'Alì

Antonio D'Alì

CHIETI. Gli abruzzesi gli scrivono su Facebook: «come mai questo interessamento all’Abruzzo?» Ma lui tace.

Nei giorni scorsi, con il parere positivo del Governo, (e il voto contrario dell’Idv), è stato approvata con un emendamento a firma di un senatore del centrodestra (Antonio Dalì, presidente della commissione ambiente), la proroga di un anno, sino al 31 dicembre 2012, per provvedere alla istituzione del parco nazionale "Costa Teatina".
In Abruzzo ha molto stupito l’interessamento del politico siciliano, tra i fondatori di Forza Italia, già sottosegretario di Stato per l'Interno nel secondo e nel terzo Governo Berlusconi (2001-2006), indagato dalla procura di Palermo (che a giugno scorso, dice il Fatto Quotidiano, ha chiuso l’inchiesta) per concorso esterno in associazione mafiosa.
Antonio D’Alì è stato a capo dei nove membri della camera alta (gli altri erano Valerio Carrara, Andrea Fluttero, Cosimo Izzo, Vincenco Nespoli, Guido Possa, Cosimo Sibilia, Sergio Vetrella, Guido Viceconte) che hanno chiesto al governo di dichiarare decaduto il Pacchetto Clima dell’Unione Europea, il famoso 20-20-20 (mozione approvata con 137 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto).
Poi ha caldeggiato la riforma del sistema di leggi che governano le aree protette marine e terrestri, chiedendo la possibilità di entrare con lo yatch nelle riserve marine. Si è battuto contro le trivellazioni petrolifere off shore nel Canale di Sicilia.
La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina non nasconde l’ «amarezza», lo «sconcerto» e la «delusione» per la decisione arrivata qualche giorno fa.
«Questa incredibile nuova proroga danneggia profondamente la Costa Teatina e i suoi migliori progetti», denuncia la Costituente, composta da cittadini, associazioni, operatori turistici, cantine, sindacati, amministratori, agricoltori. «Sono passati 12 anni dalla legge istitutiva del Parco, un tempo lunghissimo che non ha precedenti nella storia delle Aree Protette Italiane, e probabilmente europee e mondiali».
Il rinviare continuamente l'istituzione del Parco Nazionale, secondo loro, è ancor più grave alla luce di tante minacce che incombono sull'integrità della Costa Teatina: industrie insalubri, piattaforme petrolifere, nuove cementificazione e altro. «Colpire al cuore il futuro Parco e con esso le economie che ne trarrebbero innegabile vantaggio in questa crisi, non è accettabile. Il tempo che si sta perdendo sarà l'occasione per danneggiare l'integrità della Costa Teatina, un luogo amatissimo da tutti gli abruzzesi».
Ma perché il rinvio di una decisione tanto attesa in regione non l’ha firmata un deputato locale ma il senatore Antonio D'Alì, dalla lontana Sicilia? Il motivo è evidente, resta da capire chi si celi dietro di lui. E sulla pagina Facebook del politico sicilaino sono tanti gli abruzzesi che gli chiedono conto di quanto
successo. «Fa piacere che un politico siciliano sia interessato alle NOSTRE zone costiere....», scrive Francesco Trivellone, «saremo lieti di ospitarla, così magari ci spiegherà meglio il perchè di questa decisione. Saluti»
«Si può sapere», chiede Gianluca Del Ciotto, «cos'è che vi dà tanto fastidio del Parco della Costa Teatina? C'è qualcosa in particolare che non volete o che volete cambiare? Io non riesco a capire il motivo di quest'ulteriore slittamento della costituzione del Parco... Spero in una sua risposta al più presto (sennò che ci sta a fare su Facebook???). Grazie».
E ancora: «come tanti altri abruzzesi le vorrei chiedere il perchè dell'emendamento che fa slittare ancora di un anno l'istituzione del Parco della Costa Teatina. Questo suo atto interessa un territorio e di conseguenza i suoi abitanti, molti dei quali lo considerano un fatto molto negativo, per cui chiediamo legittimamente di conoscerne le ragioni. Grazie»
Ma il senatore continua a pubblicare notizie, articoli e video sulla propria bacheca ma di risposte non ne arrivano. Proprio non vuole chiarire questo interessamento all’Abruzzo.
«Noi ci battiamo ogni giorno per la nostra terra», protesta ancora Rocco D’Alessandro, «la amiamo e la vorremmo vedere prosperare come merita, poi arriva dal nulla un senatore-politico qualsiasi e si permette di prendere decisioni del genere. E' ridicola questa cosa..ridicola...»
«Chiediamo a tutta la classe politica abruzzese di difendere la propria terra», ribadisce la Costituente, «e i veri interessi di chi li ha eletti, chiediamo che i parlamentari, i senatori, i sindaci, la provincia, con in testa la Regione si muovano con celerità e rispetto delle intelligenze. La proroga è deleteria, ma è comunque soltanto un rinvio. Restano dieci mesi per perseguire i veri interessi anche economici degli abruzzesi. In questi dieci mesi politici e amministratori sono chiamati a porre in essere tutte le strategie possibili per salvaguardare la costa teatina e per predisporre ogni cosa in modo che a fine anno il Parco prenda finalmente vita, senza ulteriori indugi».
a.l.