LA CRISI

Chieti, il Comune bloccato per le spaccature e le indecisioni del centrodestra

Di Primio è costretto a girare come una trottola per tamponare le inefficienze

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Il sindaco Di Primio

Il sindaco Di Primio

CHIETI. Troppi comunicati. Troppe precisazioni. Troppe assenze della maggioranza di centrodestra al Consiglio comunale di Chieti.

E nessuna idea per uscire dall’angolo in cui la Giunta è stata costretta dalle ultime vicende amministrative di Chieti. Che si tratti della relazione degli ispettori ministeriali o del piano neve che non esiste. Che si parli dell’odg sulla famiglia presentato dall’Udc che fa parte della maggioranza, ma contro cui la maggioranza ha votato, oppure dei rifiuti che debbono arrivare a Casoni, o del taglio dei gettoni per Chieti solidale oppure ancora del destino di Teate servizi o – infine – del Teatro Marrucino, il Centrodestra balbetta, al massimo parla di tradimento del Pdl da parte dei cespugli della maggioranza, cade nella trappola del botta e risposta con l’opposizione e non riesce ad elaborare una strategia di attacco ai problemi che investono il Comune. E così il sindaco Umberto Di Primio è costretto a girare come una trottola per tamponare le inefficienze dei suoi assessori, senza riuscire a concludere il rimpasto della Giunta. Alcuni – pochi – assessori si dannano l’anima (Colantonio, D’Ingiullo, Bevilacqua) per onorare il loro incarico, ma non riescono da soli a dare l’impressione di una Giunta “del fare”. I consiglieri di maggioranza si assentano nel momento delle scelte (vedi il problema dei rifiuti chedovrebbero arrivare a Casoni entro febbraio) sia in Consiglio comunale che nelle Commissioni e così il Comune produce solo molti gettoni di presenza e pochi, pochissimi provvedimenti per Chieti. Nelle segrete stanze molti sono i rimpianti del centrodestra: prima di tutto per il masochismo dimostrato nel cacciare Fli dalla maggioranza.
Seguono a ruota le difficoltà nei rapporti con l’Udc e con le altre liste della maggioranza che mal sopportano le imposizioni e i diktat di chi gestisce la linea politica del centrodestra. Così aumentano a dismisura i comunicati, tanti comunicati che sono diventati come le “grida” di manzoniana memoria che nessuno più ascoltava e che ora nessuno legge. Quello che sembra mancare all’amministrazione in carica è una proposta politica per aggredire le emergenze del Comune. Al contrario la Giunta si è esaurita per affannarsi a ribaltare le colpe del pre-dissesto all’amministrazione precedente, con lo sguardo rivolto al passato e non al futuro. E così non è arrivata nessuna nuova proposta per superare le criticità del Bilancio, non c’è stato nessun pentimento per la conflittualità con i Revisori dei conti, che pure da tempo avevano segnalato gli stessi problemi, non è stata adottata nessuna proposta immediatamente operativa per aumentare la riscossione e bloccare le spese con le determine dei dirigenti. Allo stesso modo ci sono i balbettii sui rifiuti (sui quali non si riesce a sapere se c’è l’ok all’arrivo dei rifiuti di Colle Cese), il tentativo di nascondere che il Piano neve non c’era, le acrobazie ed i contrasti sul futuro del Teatro Marrucino, le spiegazioni su Chieti solidale i cui consiglieri si sono autosospesi i gettoni, in attesa di chiarimenti nazionali sul destino di questi enti. E così ha buon gioco la “vendetta” di Silvio Tavoletta, Fli, a suo tempo cacciato dalla maggioranza e che ora parla di «maggioranza finita, di Pdl allo sbando, del sindaco Di Primio rimasto solo, di politica ridotta a faziosità, fatta di capricci e ricatti politici interni, di disinteresse totale dei problemi reali da risolvere». Mentre Alessandro Marzoli, Pd, insiste: «serve un no chiaro della Giunta, come quello che abbiamo  spresso in Consiglio, contro l’arrivo dei rifiuti a Casoni. Finora ci sono state solo chiacchiere e non documenti scritti».
Sebastiano Calella