AVEZZANO

Amministrative, Bruni lascia il Pdl: «avrei voluto le primarie, non c’è democrazia»

«Io, deluso dalle promesse di Angelino Alfano»

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Angelino Alfano

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AVEZZANO. Un addio improvviso ma maturato repentinamente negli ultimi giorni.

Aurelio Bruni lascia la barca del Pdl: il consigliere comunale annuncia  la sua decisione in una lettera. Le dimissioni riguardano anche la carica da presidente della Commissione Bilancio che ha presieduto in questi cinque anni.
Tra  i motivi della scelta inserisce: «la mancanza di democrazia, di confronto popolare, le logiche egoistiche e in casa Pdl».  «Continuerò autonomamente, nel breve periodo che ci separa dalle elezioni, a lavorare in Consiglio comunale per il bene della città», fa sapere il pidiellino uscente, «riservandomi, di volta in volta e secondo coscienza, il voto favorevole o contrario».
«Le motivazioni di questo mio gesto sono da ricondurre, esclusivamente, alla gestione assolutamente antidemocratica che sta ispirando la “scelta” del candidato sindaco della coalizione di centro destra alle prossime elezioni amministrative. Al contempo intendo recedere dall’appartenenza al Pdl, un partito di cui ormai non condivido più alcunché».
Bruni si spiega così riferendosi  probabilmente alla scelta  dell’ avvocato Antonio Milo, legale di fiducia del senatore Filippo Piccone, come candidato sindaco del Pdl alle elezioni amministrative di primavera ad Avezzano. Sarebbe stato lo stesso coordinatore regionale del partito a sceglierlo tra quattro nomi, scartando la via delle elezioni primarie.
«Io non rappresento di certo l’intera città di Avezzano né la maggioranza del Pdl», precisa, «ma avrei voluto che l’indicazione di un candidato fosse stata il frutto di una scelta fatta da uomini liberi. Avrei voluto primarie libere e con più candidati possibili, avrebbe vinto di certo il migliore e non un prescelto qualunque».
Questo modus operandi che di fatto escluderebbe l’elettorato dalle scelte politiche è visto da Bruni come antidemocratico, un modo per sfuggire al contraddittorio e conservare le poltrone.
Bruni dice di aver creduto nel partito fino alla fine, al punto di rinnovare pochi mesi fa la sua adesione insieme ad altri numerosissimi amici, quasi tutti di Avezzano, contribuendo notevolmente al successo del tesseramento e del congresso.
«Io credevo», conclude, «magari ingenuamente, per le sbandierate promesse del segretario Alfano (che delusione!), che la rinascita del nuovo Popolo delle Libertà fosse ispirata ad una logica democratica, tanto più in un momento storico come quello in cui  viviamo».