VERSO LE ELEZIONI

De Matteis sindaco dell’Aquila? Pdl in fibrillazione

In corsa alle amministrative il «democristiano doc»

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Menna e De Matteis

Menna e De Matteis

L’AQUILA. «Oggi all’Aquila l’appartenenza politica non serve più, considerata la situazione drammatica in cui versa la città».

«La mia candidatura a primo cittadino nasce proprio da questa considerazione: gli elettori vogliono persone e non sigle, chiedono di votare un candidato che possa e sappia rimettere in piedi la città»: Giorgio De Matteis, a Pescara per la Convention di Confindustria, spiega così la sua candidatura a sindaco dell’Aquila, arrivata in netto anticipo rispetto alle decisioni degli altri partiti, ancora alle prese con i contrasti interni, con i distinguo, le alleanze, i veti e le primarie. Diviso soprattutto il centrodestra, spiazzato da De Matteis che con la sua storia politica è stato da sempre un pungolo per Chiodi e la sua Giunta e che ora però deve fare i conti con l’ala dura del Pdl aquilano, contrario con l’assessore Giuliante a cedere il passo all’Udc per il candidato sindaco. Perché in effetti, al di la della sigla di appartenenza di oggi, De Matteis è un democristiano doc, con tutti i pregi ed i difetti di questa denominazione di origine, ed un convinto esponente storico dell’Udc, una volta il “partito della vela.” Dunque un piccolo capolavoro, frutto di anni ed anni di esperienza amministrativa di primo piano: il candidato dell’antipolitica “made in L’Aquila” è un politico doc di lungo corso.
Non a caso infatti il primo ok alla sua candidatura è venuto a Roma dal segretario nazionale Lorenzo Cesa e sempre non a caso De Matteis era a Pescara anche per incontrare Pier Ferdinando Casini e gli altri esponenti dell’Udc regionale, da Tonino Menna, ad Antonio Prospero (che tecnicamente è esterno, ma come De Matteis è un dc di lungo corso), allo stesso onorevole Rodolfo De Laurentiis (che pare non del tutto entusiasta di appoggiare questa candidatura), per finire con Armando Dionisi, il deputato romano commissario dell’Udc regionale e primo tifoso di De Matteis sindaco, «un candidato capace di intercettare i sentimenti più profondi dei cittadini aquilani. Bisogna rompere la conflittualità che ci ha bloccati – chiarisce De Matteis – e recuperare credibilità alla politica attraverso un progetto immediatamente “cantierabile”. E’ questa la sintonia con i miei concittadini».
E così mentre Massimo Cialente ha bisogno delle primarie per legittimarsi come candidato, il Pdl è in fibrillazione. Però riesce ad esprimere solo il dissenso dell’assessore Gianfranco Giuliante che vorrebbe un altro candidato perché dietro l’operazione vede un progetto politico di lungo respiro per assicurare comunque a Chiodi un ruolo nella ricostruzione post sisma. In pratica sembra che l’ala Pdl che spinge per De Matteis sia cinicamente alla finestra: se vince questo candidato, vince tutto il Pdl, se perde, perde De Matteis. Ma intanto le pedine del gioco romano saranno già andate al loro posto: viene spaccato il terzo Polo e sterilizzato Fli, Chiodi resta alla ricostruzione post sisma, viene divisa l’Udc, più compatta a livello romano che abruzzese, ed infine via libera anche all’onorevole Dionisi che sull’esempio di tanti commissari – in caso di esito positivo di questo progetto elettorale - potrebbe giocare in Abruzzo la sua partita come candidato alla Camera. Allora l’unico pericolo per Giorgio De Matteis sindaco potrebbe essere proprio lo stesso De Matteis: troppo esperto e navigato per il livello medio del Pdl....
Sebastiano Calella