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Celano, ricostruzione. Natalini: «sbloccare pagamenti alle imprese»

«Numerose imprese sul lastrico»

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Celano, ricostruzione. Natalini: «sbloccare pagamenti alle imprese»
CELANO. «Sbloccare i pagamenti alle imprese che si stanno occupando della ricostruzione post sisma».

E’ l’appello di Ermanno Natalini (Pd) al Comune di Celano ed a tutti gli organi interessati alla gestione dei pagamenti delle pratiche di ricostruzione.
Sono sempre di più, secondo Natalini, le imprese quasi ridotte sul lastrico perché anticipano lavori di tasca propria e non vengono ripagate.
E’ il caso dei lavori della abitazioni classificate A, a Celano, le cui fatture con scadenza nei primi mesi del 2011 sono bloccate negli uffici comunali e ad oggi non vengono corrisposte. La mancanza di liquidità e quindi l’impossibilità di far fronte al pagamento dei fornitori e dei dipendenti, il pressing quotidiano che le imprese ricevono dagli istituti di credito che chiedono di sanare il prestito erogato porta gravi conseguenze al tessuto economico e sociale del territorio.
Inoltre, puntualizza Natalini, «i diversi imprenditori in questi giorni non riusciranno neanche a far fronte alla rata dell’Inps (in scadenza oggi 16 Febbraio) come sono stati in difficoltà nei mesi scorsi ad onorare altri obblighi legislativi e contributivi; per questo chiedo a gran voce a tutte le istituzioni interessate che al più presto vengano sbloccati questi pagamenti dando alle imprese la possibilità di respirare, investire e tornare a crescere».
Il problema della scarsità di credito delle banche alle imprese (legato anche alla mancata puntualità dei pagamenti), è stato oggetto di studio del Centro studi della Cna.
Nel 2011 l’incremento delle cosiddette “sofferenze” (cioè i crediti divenuti ormai inesigibili dal parte degli istituti di credito verso la propria clientela in difficoltà) è stato di 364 milioni di euro; appena due milioni in meno dello stesso periodo del 2010 (366), ma molto oltre la soglia del 2009 (227). Tra le province, il maggior incremento è stato registrato a Chieti (115 milioni di euro, con il 26,13%), mentre le altre (Pescara, L’Aquila e Teramo) hanno realizzato incrementi più modesti: 100, 81 e 68 milioni di euro rispettivamente, con percentuali inferiori alla media nazionale (31,45%).
Segno che, osservava il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo, «diventa sempre più stringente la necessità di sbloccare le risorse a disposizione del sistema di garanzia per le imprese, i confidi... Solo immettendo risorse potrà essere frenata questa emorragia, che rischia di compromettere seriamente la capacità del nostro sistema produttivo di competere, a cominciare dalle piccole imprese».