TERAMO

Consorzi Vomano-Tordino e Tronto i sindaci non convocano il consiglio

La richiesta unanime: «si convochi un consiglio straordinario»

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Consorzi Vomano-Tordino e Tronto i sindaci non convocano il consiglio
TERAMO. Sciogliersi o rimanere. Tra due giorni i consorzi del Vomano-Tordino e del Tronto decideranno sulle loro sorti.

 Intanto scoppia la polemica sulla mancata convocazione dei consigli comunali che prevedono la discussione della questione. In caso di mancata convocazione, le cose resteranno così come sono. «I sindaci non provvedono a convocare i rispettivi consigli comunali», spiega Emilia Di Matteo, «per evitare che il competente organo consiliare possa esprimersi».
L’8 febbraio è alle porte. Entro quella data i Consorzi del Vomano-Tordino (che raggruppa 26 comuni) ed il consorzio del Tronto(8 comuni) dovranno decidere sul loro scioglimento. Una decisione che spetta al consiglio dei singoli Comuni.
«Se il comune non si esprime», spiega Emilia Di Matteo, responsabile istituzioni ed enti locali del Partito di Rifondazione Comunista della segreteria provinciale di  Teramo, «vuole dire che vuole che le cose restino come sono. E’ solo il consiglio comunale che può trattare  l’argomento. Questo potere  non può essere delegato  ad altri organi comunali». E’ per questo che la Di Matteo  chiede che il Prefetto di Teramo,«come autorità di governo intervenga a che i sindaci interessati provvedano a convocare d’urgenza i propri consigli».
Marco Palermo, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Teramo sposa la linea e l’appello della Di Matteo.
«Viste le attuali condizioni climatiche e l'inadempienza della maggioranza dei Comuni», dice, «invitiamo la Regione Abruzzo a prorogare la data di scadenza». Secondo Palermo la convocazione dei consigli è doverosa «per una questione di democrazia e trasparenza perché è omertoso ed ipocrita il silenzio assenso dei comuni che permetterà di mantenere lo status quo di questo “ente inutile”». Non manca la stoccata all’esponente del Pd Abruzzo, Manola Di Pasquale che, intervenuta giorni fa sulla questione, invitava a valutare caso per caso la realtà dei Comuni consorziati, prima di procedere ad uno scioglimento indiscriminato.
«Gli esponenti del Pd», dice Palermo, «credono di lavarsi le mani con queste dichiarazioni. Dare due pesi e due misure a due enti, quello del Vomano-Tordino e quello del Tronto, figli della stessa natura clientelare è assurdo».
Da Giulianova, infine, si leva un coro unanime. “Progresso Giuliese” pungola il sindaco Francesco Mastromauro chiedendogli di convocare un consiglio d’urgenza entro il giorno 8 febbraio 2012, per la discussione del “Consorzio Bacino Imbrifero Montano Vomano-Tordino”.
Sulla stesa linea, l’associazione de “Il Cittadino Governante”. «I buoni amministratori, sempre ed ancor più nei tempi di crisi che viviamo», dice, «devono scegliere e perseguire le strade della riduzione degli sprechi e della razionalizzazione dei costi (amministrativi e politici).Cosa fa il Comune di Giulianova? Ad oggi si registra un atteggiamento di inerzia: ci si è avviati verso un tacito assenso che consentirà la sopravvivenza di un ente di cui si può tranquillamente fare a meno?». In caso di abolizione, il Comune di Giulianova incasserebbe € 88.000 circa di sovra canone Enel.
I due Enti (i consorzi del Vomano-Tordino che raggruppa 26 comuni ed il consorzio del Tronto con 8 comuni) ricevono, per legge, un’ entrata (a titolo di risarcimento) da parte della società che sfrutta l’acqua del loro territorio per produrre energia (in questo caso l’Enel). Un indennizzo per lo sfruttamento e il depauperamento dell'acqua. La tassa corrisposta ai consorzi viene utilizzata in parte per il mantenimento dell’Ente stesso ed in parte per i comuni aderenti. Nel caso di scioglimento del consorzio, invece, l’importo sarebbe ripartito e destinato ai comuni consorziati, senza passare per il fondo comune.
Nel caso di scioglimento, i Comuni membri riceverebbero direttamente parte del sovracanone da amministrare. Per il Consorzio Vomano-Tordino i 26 Comuni beneficiari sarebbero: Basciano(76.386 euro), Bellante (40. 985 euro) Campli (110.508 euro), Canzano(25.909 eur0), Castel Castagna(71.968 euro), Castelli(91.302 euro), Castellalto(41.802 euro), Cermignano(75.303 euro), Civitella Del Tronto(85.856 euro), Colleadra(78.051euro), Cortino(133.037 euro), Crognaleto(194.623 euro), Fano Adriano(104.644 euro), Giulianova(88.592 euro), Isola del GranSasso(150.760 euro),Montorio al Vomano(113.076 euro), Mosciano Sant’Angelo(46.937 euro), Notaresco(40.414 euro), Penna S.Andrea (75.564 euro), Pietra Camela(113.897 euro), Rocca S. Maria (115.069 euro), Roseto Degli Abruzzi (92.840 euro), Termao(250.395 euro), Torricella Sicura (123.189 euro), Tossicia(86.479 euro), Valle Castellana (72.400 euro).
Per i Comuni del Consorzio del Tronto, invece, la ripartizione prevede per Anarcano (46.047 euro), Civitella del Tronto(192.028 euro), Colonnella (43.751 euro), Controguerra (49.717 euro), Martinsicuro(94.430 euro), S.Egidio A.V(56.360 euro), Rocca Santa Maria(175.963 euro), Valle Castellana(341.703 euro).