SANITA'

Ruffini, Pd: «no al declassamento del Centro per la nutrizione di Giulianova»

Interrogazione al consiglio regionale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2753

Ruffini, Pd: «no al declassamento del Centro per la nutrizione di Giulianova»
ABRUZZO. «Domani si discuterà la mia interrogazione sul Centro nutrizionale di Giulianova che è stato declassato».

Lo annuncia Claudio Ruffini, consigliere regionale Pd che vuole sapere «se la Giunta regionale è a conoscenza dell’atto della Asl di Teramo in cui si depotenzia il Centro Regionale di Fisiopatologia della Nutrizione e se la stessa non debba rivedere la decisione assunta dal Direttore generale della Asl in sede di esame dell’Atto aziendale. Si tratta infatti di un Centro regionale istituito con apposita legge regionale».
 La denuncia di Ruffini è chiara: «se chiude questo Centro, ciò vuol dire che Chiodi smantella ciò che funziona e che la politica del centro-destra regionale e teramano sembra avere due soli obiettivi: promuovere gli amici e i colleghi vicini alla maggioranza e mortificare gli onesti professionisti smantellando le migliori strutture territoriali presenti in provincia».
 Da una parte infatti c’è un’attività molto apprezzata che non viene valorizzata, anche se è una delle poche che ha fatto ridurre la mobilità passiva del 44%, dall’altra ci sono situazioni opposte che vengono premiate: «Robimarga con un solo intervento in due anni nella Asl di Teramo è stato promosso, mentre Paolo De Cristofaro, primario del Centro, è stato bocciato: insomma si è promossi o bocciati senza alcun criterio meritocratico. Da queste vicende il vero sconfitto che verrà bocciato dagli abruzzesi è uno solo: il presidente Gianni Chiodi».
Ruffini spiega poi che mentre altre regioni, partite dopo, hanno realizzato Centri di riferimento e di coordinamento nazionale (si pensi all’ Umbria, ma anche la Basilicata) al contrario l’Abruzzo è tutt’ora sprovvisto di una rete integrata di servizi per i Disturbi alimentari e addirittura ha scelto di sottodimensionare e di declassare a struttura semplice a valenza dipartimentale l’unica struttura pubblica realmente operativa nella nostra Regione. Il che significa che non essendo Unità operativa complessa, non potrà essere potenziata. Insomma «la deospedalizzazione, continuamente decantata nel piano di rientro, viene cancellata proprio per una patologia che rischia di essere gestita dagli impulsi emotivi e dai fenomeni di shopping terapeutico. La Asl di Teramo ed il manager Giustino Varrassi - conclude Ruffini - pur presentando il dato peggiore a livello regionale per la mobilità passiva, hanno comunque scelto di penalizzare una delle poche strutture che ha una mobilità attiva».