IN CASA PDL

Pdl, congresso rinviato per neve a Chieti, ma è scontro tra ex An e Forza Italia

L’appuntamento è per domenica 12 febbraio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3943

Lanfranco Venturoni capogruppo Pdl

Lanfranco Venturoni capogruppo Pdl

CHIETI. Slitta di una settimana a Chieti, causa neve, il congresso provinciale del Pdl.


L’appuntamento si terrà dunque domenica 12 febbraio, sempre alla Camera di commercio, ex Foro boario di Chieti scalo. Una settimana in più per alleanze, accordi sottobanco e/o lamentele per le esclusioni dalle liste o per la presenza di nomi che qualcuno degli iscritti non gradisce. Perché la novità di questo congresso è proprio che «finalmente c’è un incontro provinciale dove si può dibattere sulle scelte politiche», commenta entusiasta Manlio D’Ortona, capogruppo Pdl al comune di Lanciano, «sarà il momento per tutti gli iscritti di potersi esprimere sul passato, sul presente e sul futuro del Pdl, per affrontare le criticità che ci sono e per avanzare proposte per superarle. In una parola: la base finalmente conterà. E questo è un risultato del nuovo tesseramento voluto dal segretario Angelino Alfano: adesioni spontanee di chi ci crede e non più pacchetti di voti anonimi».
Di un partito nuovo frutto di un nuovo tesseramento si era parlato anche sabato scorso alla presentazione del congresso, ora slittato. Lo avevano sottolineato sia Mauro Febbo, coordinatore uscente e non più candidabile per incompatibilità con la carica di assessore, sia Fabrizio Di Stefano, nella sua veste di vice coordinatore regionale, sia Pasquale Di Nardo, vice coordinatore provinciale uscente e presentatore di una delle due mozioni che si affronteranno nel congresso per il giudizio degli oltre 8 mila iscritti.
«Il successo del nostro tesseramento dimostra che nel centrodestra c’è voglia di politica e questo fa ben sperare per le prossime elezioni amministrative che impegneranno 20 comuni del chietino», dissero all’unisono. Secondo il senatore Di Stefano l’altro aspetto positivo era «la rottura del vincolo delle quote An e FI, per arrivare ad un partito unito». Sarà proprio cosi?
Non sembra, perché a sorpresa è spuntata una mozione ispirata da Pasquale Di Nardo che si pone in alternativa a quella della maggioranza che fa capo a Mauro Febbo. La solita manfrina per mettere in lista più nomi e coinvolgere meglio il territorio? Macché, queste sono liturgie da prima Repubblica, quando i gaspariani presentavano più liste proprio per accaparrarsi maggioranza e minoranza e quindi la rappresentanza totalitaria di ogni consesso politico. Nel caso del Congresso Pdl si scontrano invece due concezioni diverse del Pdl: una dirigista e più statalista, che fa riferimento agli ex An, l’altra più liberale e liberista, e cioè l’ala forzista che non vuole rimanere in ombra, sia presentando un documento molto articolato sia punzecchiando le scelte delle candidature nei 30 nomi della lista di maggioranza, di cui 15 sono bloccati (una specie di listino). La lista di maggioranza presenta infatti come nuovo coordinatore provinciale Lucio Cieri, attuale vice sindaco di Ortona, e come vice coordinatore Daniele D’Amario, assessore alla Provincia ed ex candidato a sindaco di Francavilla al mare. 

«Niente contro di lui – spiega Di Nardo – ma è una scelta politicamente strana, che va a premiare chi ha fatto perdere le elezioni al Pdl. Infatti D’Amario si presentò in competizione con il candidato appoggiato dall’assessore Carpineta, la quale ora è in lista anche lei. Come coerenza non ci siamo».
Gli altri nomi della lista di maggioranza nella parte bloccata di 15 sono: Nicola Argirò, Antonio Prospero, Emilio Nasuti, Luigi De Fanis, Umberto Di Primio, Giuseppe Tagliente, Carla Di Biase, Remo Di Martino, Rocco Micucci, Patrizia De Sanctis, Sandro Salvi, Franco Moroni, Filippo Paolini. In pratica tutti i big che non si presentano al voto degli iscritti. Gli altri sono: l’assessore Melideo di Chieti, Manlio D’Ortona di Lanciano, Piero Sisti, Marcovecchio, Giorgio Di Clemente di San Giovanni Teatino, Novello, Verrati, sindaco di Gamberale, D’Onofrio da Carunchio, Budano da Villalfonsina e Scaricaciottoli da Paglieta. Nella lista di opposizione, Pasquale Di Nardo è candidato come coordinatore provinciale, Clemente Di Giacomo, assessore comunale di Atessa, è il suo vice. Altri candidati sono Marco Di Domenico, Giuseppe Granata, Rosanna Raimondi, già volto noto di Rete 8, Antonio Di Santo da Bomba, Tommaso Cieri da Ortona e Leonetto D’Angelo da Guardiagrele. In questa lista i 15 nomi bloccati non sono al completo «per dare a tutti la possibilità, con i propri voti, di essere eletti», spiega Di Nardo.
In realtà dietro questa divisione ideologica ci sono pure lotte di potere locale e nazionale. Intanto il discusso ricorso alle primarie, in questo caso ad Ortona, tra chi le vuole, chi fa finta di volerle, e chi non le vuole, con accordi raggiunti e sottoscritti e poi stracciati e con alleanze nazionali a corrente alternata. Come quella Di Stefano-Quagliariello, che ha prodotto tante visite in Abruzzo da parte del vice capogruppo del Pdl al Senato, forzista della prima ora. Ora Quagliariello non viene più invitato nonostante sia molto amico di Piccone e della sua fondazione Magna carta. Il fatto è che il vice capogruppo del Pdl al Senato sembra aver avuto grossi contrasti in Puglia con il collega Maurizio Gasparri, a cui fa riferimento il senatore Di Stefano. Dalla Puglia il contrasto ha contagiato l’Abruzzo, e così c’è terra bruciata attorno agli amici di Quagliariello, tra cui appunto Pasquale Di Nardo, costretti ad uscire allo scoperto per dare visibilità a Forza Italia. E il congresso, al di la dei dibattiti in cui crede la base, rischia di diventare la conta di chi ha il potere nel partito e di formalizzare l’esistenza delle correnti.
Sebastiano Calella