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La Cardiochirurgia spacca la maggioranza al Comune di Chieti

Ancora contestazioni sui lavori che dovranno finire a maggio

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L'assessore Mauro Febbo

L'assessore Mauro Febbo

E’ il nuovo Polo cardiologico del SS. Annunziata a far emergere ancora una volta le contraddizioni della maggioranza di centrodestra al Comune.

CHIETI. E’ il nuovo Polo cardiologico del SS. Annunziata a far emergere ancora una volta le contraddizioni della maggioranza di centrodestra al Comune.
La risposta del sindaco all’interrogazione dell’Udc sullo svuotamento della Cardiochirurgia di Chieti non convince questa componente decisiva per la sopravvivenza della Giunta Di Primio.
«Assolto il sindaco, perché messaggero non colpevole di quello che sostiene la Asl, l’Udc riconferma le sue critiche – dichiara il capogruppo Alessandro Giardinelli - e ribadisce le sue perplessità per la posizione dell’assessore regionale Mauro Febbo, evidentemente male informato. Nella risposta alla mia interrogazione non c’è stata nessuna contestazione ai dati tecnici che ho presentato  (ad esempio i solai rinforzati): mi hanno solo detto che va bene quello che stanno realizzando e Febbo insiste nel dire che l’Emodinamica ci sarà, utilizzando il parere di uno specialista del settore. Questo collega è un medico bravo e competente nella sua specialità clinica, ma evidentemente non è a conoscenza dei dati tecnici architettonici e strutturali degli ambienti indicati  per l’Emodinamica  nel nuovo Polo Cardiologico. In questi locali indicati come sale operatorie purtroppo lui non potrà mai lavorare in quanto non sono idonei a questo scopo».
 Dunque una divaricazione interna che continua: «La verifica di maggioranza convocata dal sindaco è stata una riunione interlocutoria, dove sono state messe in luce alcune criticità che è necessario risolvere – conclude Giardinelli - al contrario di quello che sostiene l’assessore regionale Febbo, la pratica quotidiana dei Consigli comunali dimostra le divisioni interne del Pdl».
 Anche per Silvio Tavoletta, Fli, «la maggioranza non è granitica, né esce rinforzata dalla verifica, con una migliore organizzazione dell’attività amministrativa, come dice il responsabile provinciale del partito di maggioranza, che sembra vivere una realtà parallela. Basta vedere cosa succede nei Consigli comunali, ma Febbo non ci partecipa e non lo può né vedere né sentire. La maggioranza è legata solo ad un equilibrio sottile fatto di promesse, ricatti, chiacchiere e ordini. Dei problemi veri nessuno parla mai. Tranne rarissime eccezioni, l’attività consiliare si limita ad interrogazioni ed ordini del giorno. Per carità: le divisioni non ci sono solo nel Pdl. L’Udc, ad esempio, ha prima caldeggiato il mio Odg sull’Istituzione dell’Ufficio unico per il controllo e il monitoraggio delle procedure di Gare ed appalti, ma poi si è sfilata per paura di perdere i suoi assessori in Giunta. Ora l’Udc torna alla carica con la Cardiochirurgia: noi siamo d’accordo, è ridicolo che facciano passare il ridimensionamento del reparto come un rafforzamento. Concordo sulla denuncia politica: Chieti viene penalizzata, ma nessuno capisce il perché».
 Sullo stesso tema insiste Luigi Febo, dall’opposizione: «Il Polo cardiochirurgico aprirà, ma sarà claudicante dalla nascita e la città perde un’altra occasione di eccellenza – sostiene l’ex assessore – Pd, Udc, Fli e la mia lista “Chieti per Chieti” la scorsa estate avevano manifestato davanti all’Ospedale a favore del completamento della Cardiochirurgia. Ma oggi scopriamo che aprirà senza il completamento della sala operatoria di Emodinamica al quarto livello e che gli spazi dedicati posti al sesto livello non potranno essere utilizzati come sale operatorie perché costruiti senza rinforzo dei solai e quindi non sono idonei a sopportare i pesi delle apparecchiature mediche per l’Emodinamica diagnostica e per l’Emodinamica interventistica. Così è chiara la volontà di non voler completare in maniera funzionale il Polo cardiochirurgico e ne sono la dimostrazione gli interventi pubblici sui media di Mauro Febbo, assessore all’agricoltura caccia e pesca, che ha sempre remato contro la realizzazione dell’opera, dimostrando di essere più amico dei giochi regionali che della città di Chieti. Resta l’amarezza sul perché la giunta regionale di centrodestra non vuole far crescere Chieti e sul perché l’amministrazione comunale non è capace di opporsi a tali logiche di partito».
Febbo ha replicato ancora:«E’ davvero inspiegabile questo atteggiamento e noto con amarezza che si continua a fare facile ed inutile qualunquismo sulle sorti di un’opera che ha subito già innumerevoli ritardi. Non mi spiego perché alcuni rappresentanti delle istituzioni continuino a prendere le parti di imprenditori che da questa storia hanno già guadagnato molto in termini di denaro pubblico. Ricordo a questo proposito che il termine ultime per la consegna dell’opera è il 31 maggio e questa data deve essere assolutamente rispettata».
s. c.