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Grande Pescara, i dubbi di Mascia in commissione

Annessione di Montesilvano e Spoltore a Pescara?

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Grande Pescara, i dubbi di Mascia in commissione
Ieri il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia è stato ascoltato a L’Aquila nel corso della riunione congiunta della I e II Commissione consiliare

PESCARA. Ieri il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia è stato ascoltato a L’Aquila nel corso della riunione congiunta della I e II Commissione consiliare.
Il tema era il referendum su ‘La Grande Pescara’, che dovrebbe nascere dall’annessione a Pescara di Spoltore e Montesilvano.
«Ho sollevato due questioni, la prima sotto il profilo metodologico – ha detto il sindaco Albore Mascia -: da un anno sentiamo dibattere sui giornali, nelle conferenze stampa, nei convegni del progetto della ‘grande Pescara’, senza che mai i proponenti abbiano avvertito la necessità di un confronto preliminare, o perlomeno contestuale con chi la città la governa ogni giorno e ne conosce inevitabilmente ogni aspetto».
Ieri, dopo un anno, il sindaco di Pescara è stato chiamato con i sindaci di Montesilvano, assente in quanto non avrebbe ricevuto neanche l’invito, e quello di Spoltore, assente in quanto dimissionario, a dire se si è favorevoli o contrari al Referendum.
«E’ evidente che la questione doveva essere condivisa, discussa, valutata in modo congiunto, consentendo anche agli stessi Consigli comunali di esprimersi», ha detto Mascia, «ossia era dovere dei proponenti mettere le amministrazioni coinvolte nella condizione di creare un dibattito nelle sedi Istituzionali, e non sui media». E dal punto di vista strettamente metodologico il sindaco di Pescara ha ritenuto «inaccettabile» quanto ascoltato durante la Commissione: «il consigliere Costantini, il fautore della grande Pescara e dello stesso Referendum, ne ha già sminuito importanza ed essenza, sostenendo che il progetto comunque non potrà essere messo in discussione dall’eventuale esito negativo del Referendum. In altre parole secondo il consigliere Costantini sentiamo il territorio, verifichiamo la sua eventuale posizione nei confronti del suo progetto, lasciamo credere ai cittadini di essere anche interessati al loro parere, e sosteniamo i costi di un referendum, ma tanto poi sarà comunque la Regione a legiferare nel merito. Ritengo personalmente aberrante tale posizione che ha sostanzialmente svuotato di significato e importanza quell’appuntamento con il territorio al quale invece occorrerà dare seguito, altrimenti ritengo che l’intera regione abbia delle tematiche ben più stringenti e attuali per le quali ricorrere allo strumento del Referendum». L’idea di una ‘Grande Pescara’, secondo Mascia, ha solo bisogno di un cambio di mentalità, di una rivoluzione culturale, non territoriale. «Il nostro obiettivo dev’essere oggi quello di sprovincializzare la città, di rafforzare nei nostri stessi cittadini l’idea di vivere in una ‘grande città’ che deve avere grandi obiettivi, sopportando qualche sacrificio».