MONTESILVANO

Leo Brocchi contro i manifesti abusivi di Di Mattia

«Sozzume da parte di chi predica le priorità ecologiche»

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La foto di un manifesto

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Il candidato alle primarie Attilio Di Mattia gode di qualche privilegio o esenzione?


MONTESILVANO. Il candidato alle primarie Attilio Di Mattia gode di qualche privilegio o esenzione?
Perché gli organi comunali addetti al controllo del territorio e dei beni pubblici hanno omesso di intervenire? Quali sono le iniziative del Comune per ripristinare la situazione e sanzionare i responsabili?
Il consigliere di Leo Brocchi (Ple) ha presentato una interrogazione al sindaco Pasquale Cordoma e se la prende con i manifesti abusivi di Attilio Di Mattia che nei giorni scorsi si è aggiudicato le primarie del centrosinistra e sarà il candidato ufficiale di Pd, Idv e Sel alla prossima tornata elettorale di primavera.
Brocchi parla di «evidente e persistente sozzume provocato dal materiale promozionale (in particolare locandine e manifesti) sparso in ogni angolo di Montesilvano e riconducibile, pressoché esclusivamente, al candidato Attilio Di Mattia».
Brocchi si domanda se il candidato abbia scambiato il territorio «per le corsie di un supermercato o se ritenga che promuovere la propria aspirazione politica equivalga a reclamizzare un fustino di detersivo».
E a distanza di 10 giorni dalla chiusura delle primarie il materiale pubblicitario si vede ancora «su pali dell’illuminazione», elenca Brocchi, «edifici di proprietà comunale, recinzioni di complessi scolastici, alcuni alberi». Per il consigliere sarebbe «uno schiaffo al decoro e all’igiene della città» oltre che una «contraddizione fra la predicata priorità ecologica e l’eloquente disinteresse per la “faraonica” (ha sostenuto qualcuno) … produzione ed abbandono di rifiuti».
Per il consigliere la vicenda appare «censurabile» perché chi ha «materialmente e disinvoltamente affisso tali materiali avrebbe dovuto e potuto, con minima fatica, provvedere anche a rimuoverli. Del resto chi pubblicamente si propone per fare pulizia della cosiddetta “vecchia politica”, dovrebbe comunque rammentare di non essere affatto legibus solutus (non soggetto alla legge), e che, a proposito di pulizia, persino chi si rechi a fare un pic-nic nel parco abbia il dovere civico di non lasciare a terra le cartacce, ma di rimuoverle e gettarle nei contenitori dei rifiuti».