CASTELVECCHIO SUBEQUO

Castelvecchio, Movimento Comune Subequano: « l’Unione dei Comuni si deve fare»

Chiesto coinvolgimento dei cittadini

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Castelvecchio, Movimento Comune Subequano: « l’Unione dei Comuni si deve fare»
«L’Unione dei Comuni Subequani s’ha da fare».

CASTELVECCHIO SUBEQUO. «L’Unione  dei Comuni Subequani s’ha da fare».

Il Movimento “Comune Unico Subequano” ne è convinto. «Il  modello di unione dei Comuni garantisce una organizzazione omogenea del territorio rispetto alle Comunità Montane chiamate a gestire  realtà troppo diverse tra loro». Ma la strada sembra lunga ed impervia visto che gli amministratori dell’area subequana non riescono a decidere in tal senso.
Secondo il movimento, l’Unione di Comuni di una determinata area  riuscirebbe a garantire una strategia omogenea, il miglioramento dell’uso delle risorse, l’identità di ciascun Comune e  le esigenze dei cittadini, oltre ad avere un maggiore potere contrattuale nella richiesta di contributi allo Stato, alla Regione o all’Unione Europea.
«Basta rimanere ancorati al modello Comunità Montana», dice il movimento, «la Comunità Montana Sirentina, (Ente che gestisce 16 paesi il cui territorio si estende su una superficie totale di 483,19 Kmq comprendente l’Altipiano delle Rocche, la Valle Subequana, la Valle dell’Aterno e la Piana dei Navelli), non può attuare una strategia comune di valorizzazione territoriale, ma soprattutto ha difficoltà di sopravvivenza visto che gran parte dei contributi che riceve vengono destinati alle spese correnti e al pagamento degli stipendi dei dipendenti».
Per questo, secondo il movimento, «il contributo della Regione alla  Comunità Montana Sirentina per l’anno 2011 è del 20 % in meno  rispetto all’anno precedente. Cioè di 323.000 euro in confronto ai 403.000 euro del 2010».
Per superare lo stallo decisionale (gli amministratori dell’area subequana non indirizzano le loro scelte verso l’Unione dei Comuni Subequani), per il movimento, «c’è bisogno del coinvolgimento dei i cittadini».
«Ogni cittadino sia posto nella condizione di far sentire la propria opinione», dice, «non si possono decidere le sorti della Valle Subequana nel chiuso di una stanza o con incontri dove il solo tema è come trovare soluzioni per far si che non si giunga all’Unione dei Comuni. In una società democratica è indispensabile favorire e promuovere la partecipazione dei cittadini su decisioni da attuare per la collettività».