Rifiuti, «Chieti non diventi pattumiera di Pescara»

Preoccupato il coordinatore provinciale dell’idv Giampiero Riccardo

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Rifiuti, «Chieti non diventi pattumiera di Pescara»
CHIETI. Giampiero Riccardo, coordinatore regionale dei giovani dell’Italia dei Valori, lancia l’allarme sul raddoppio della volumetria di rifiuti che verranno conferiti nella discarica di Casoni.

CHIETI. Giampiero Riccardo, coordinatore regionale dei giovani dell’Italia dei Valori, lancia l’allarme sul raddoppio della volumetria di rifiuti che verranno conferiti nella discarica di Casoni.

E' quanto è stato deciso di fare da fine febbraio e prospettato nell’incontro convocato dalla Regione, che si è tenuto il 19 dicembre scorso, presso il Servizio Gestione Rifiuti di Pescara, con Ambiente spa, Provincia di Pescara, Comune di Chieti (con l’assessore Alessandro Bevilacqua), Deco Spa, Provincia di Chieti.
«La Regione vuole aggiungere 90 mila metri cubi di capacità agli 80 mila attualmente disponibili per la discarica Casoni», denuncia Riccardo. Di fatto, si tratta un ampliamento di oltre il 50% delle capacità attuali. Una decisione, che secondo la Regione, sarebbe necessaria per far fronte all’emergenza rifiuti in arrivo a Pescara, dovuta alla imminente chiusura della discarica di Colle-Cese di Spoltore, prevista per fine febbraio. La proposta operativa della Regione prevede il conferimento dei rifiuti del pescarese nella discarica pubblica di Chieti, a partire dal primo marzo 2012.
«Nonostante il fatto», spiega l’esponente dell’Idv, «che questo scenario proposto dalla regione sia vincolato al parere del comune di Chieti, l’assessore all’ambiente, presente alla riunione, Alessandro Bevilacqua, non ha preso alcuna posizione ma addirittura ha chiesto di sapere se c’era stato già un incontro con l’assessore Di Dalmazio ed il sindaco di Primio, dimostrando che in questa maggioranza comunale la mano destra non sa cosa fa quella sinistra».

L’Idv chiede al sindaco di esprimere chiaramente qual è la sua posizione rispetto a questa proposta. Alla Regione invece si chiede di spiegare cosa significa questo raddoppio di volumetrie. «Ci chiediamo», continua Riccardo, «anche perché questa riunione sia rimasta in sordina, nessuno ne abbia parlato e non si sia informata di questo la cittadinanza. Ci chiediamo anche qual è il Piano Rifiuti della Provincia di Chieti e cosa aspettano per mettere nero su bianco una strategia seria e precisa per uscire da un’emergenza, che però tutti si aspettavano».