Elezioni Montesilvano, Cordoma: «no alle primarie, sono io il candidato del Pdl»

«Ho lavorato bene e devo andare avanti»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3944

Pasquale Cordoma

Pasquale Cordoma

MONTESILVANO. Il sindaco uscente vuole candidarsi nuovamente: «ho trasformato la città».

MONTESILVANO. Il sindaco uscente vuole candidarsi nuovamente: «ho trasformato la città».
Mentre il centrosinistra (Pd, Idv, Sel) già conosce il suo candidato sindaco, Attilio Di Mattia, eletto nel corso delle primarie di una settimana fa, in casa Pdl le acque sono agitate. Il sindaco uscente Pasquale Cordoma sostiene che la confusione che regna in questi giorni non giovi al Popolo delle Libertà. Lui ad una nuova candidatura ci pensa seriamente, anzi per lui la questione è già chiusa. Crede di aver fatto tanto per Montesilvano («l’ho sollevata da una posizione di difficoltà economica, strutturale e organizzativa») nonostante qualche difficoltà («i primi tempi sono stati di apprendistato, difficili, in quanto nessuno nasce sindaco»). Dovendo tirare le somme il primo cittadino si promuove: «nessuno può dire, se non in mala fede, che ho fatto poco per Montesilvano».
Venerdì sera, prima della riunione del tavolo provinciale, Cordoma ha incontrato Lorenzo Sospiri, il quale ha svelato l'esito dell'atteso sondaggio che decreta il nome del sindaco uscente in vantaggio su tutti gli altri candidati della coalizione e non. «A questo punto non ci sono più dubbi e il partito, nella figura del nostro coordinatore provinciale, in tempi strettissimi potrà annunciare la mia ufficiale candidatura per iniziare la campagna elettorale che ci porterà alla vittoria sui nostri avversari del centrosinistra», dice Cordoma.
«Il Pdl oggi ha bisogno di dirigenti coraggiosi», va avanti il sindaco, «che, forti dei dati di questo sondaggio che vede tra l’altro il Pdl da solo vicino al 30%, non temano di perdere per strada qualcuno che invece a metà consiliatura ha pensato bene di lasciare la nave proprio quando la tempesta infuriava. Ricordo che se la mia giunta è arrivata fino ad oggi lo si deve ad un consigliere di minoranza (Gabriele Di Stefano, ndr) che per un forte senso di responsabilità verso la città assicurò il numero legale durante una drammatica seduta di Consiglio Comunale. E nemmeno altri che, pur non essendosi presentati con la nostra coalizione nel 2007 oggi, dopo aver ricoperto anche posti di responsabilità, si permettono di inviare lettere ai cittadini con annesso biglietto da visita personale per informarli del diritto di un contributo. Inoltre, al sottoscritto si vogliono addebitare responsabilità di scelte politiche fatte solo dai partiti».
Cordoma si riferisce all'ingresso in giunta di Di Giacomo e Di Felice al posto di Passerini e Gervasi.
Il sindaco dice no «con forza» alle primarie di partito, come qualcuno ha paventato: «i numeri sono chiari e affermano il mio primato. Ritengo convintamente di aver lavorato bene e quindi di avere il diritto naturale a terminare il lavoro iniziato. Ed è proprio questo lavoro svolto (scuole, distretto sanitario, sistemazione acque bianche e viabilità, variante Prg, Palaroma, parchi ed aree per più di 25mila metri quadrati, alloggi popolari e tanto altro) che voglio portare avanti e terminare, senza altre velleità. A questo punto in funzione anche dei risultati venuti fuori dal test, nessuno potrà chiedermi di fare un passo indietro in funzione di poltrone o di altre forme di salvataggio politico, perché non sono interessato né alle une né alle altre, ma solo alla mia città alla quale, sacrificando famiglia e lavoro, ho dato tutto».