«Vietato l’ingresso ai politici», il Codacons lancia l’iniziativa

La singolare protesta partita da Varese

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Il logo dell'iniziativa

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CHIETI. Parte da Varese la nuova iniziativa della quale si fa promotore a livello provinciale lo Sportello della Provincia di Chieti del Codacons Abruzzo.

CHIETI. Parte da Varese la nuova iniziativa della quale si fa promotore a livello provinciale lo Sportello della Provincia di Chieti del Codacons Abruzzo.

Affiggere sulle vetrine dei locali pubblici della Provincia di Chieti un cartello con su scritto “Vietato l’ingresso ai politici”, sintetizza Vittorio Ruggieri, responsabile dello Sportello del Codacons di Chieti, a Francavilla. Tutto è partito dallo sfogo di un calzolaio varesotto di via Piave che, deluso dalle politiche del comune di Varese in quella che era una via del centro, ha deciso di mettere sulla sua vetrina un cartello con su scritto “Vietato l’ingresso ai politici”. Una iniziativa, benché isolata, così di successo che l’artigiano è stato sommerso di interviste e di commenti anche sui social network. E ora il suo sfogo sta diventando una battaglia nazionale: è stato infatti raccolto da Beppe Grillo nel suo cliccatissimo blog in quello che lui stesso ha definito “Il messaggio di fine anno”: «A Varese un negoziante ha avuto un’idea straordinaria. Ha appeso un cartello fuori dal suo negozio con l’avviso “Vietato l’ingresso ai politici”. Questa azione va replicata nei negozi di tutta Italia e non solo, anche nei taxi, nei cinema, in qualunque esercizio pubblico».

«Naturalmente noi non vogliamo farci portatori di alcuna campagna demagogica della cosiddetta antipolitica – chiarisce l’avvocato Ruggieri - La nostra associazione, per stare dalla parte del consumatore e del cittadino utente, non ha mai abbracciato tesi politiche, conseguentemente non si fa nemmeno bandiera di tesi contrarie. Piuttosto, vorremmo che questa campagna fosse interpretata in maniera tale che l’adesione funga da provocazione, anzi, per meglio dire, da stimolo di riflessione per i politici come anche per chi li provoca. Il senso, infatti, del lancio di questa campagna nell’ambito del nostro territorio è quello - più slanciato rispetto alle motivazioni originarie date all’idea dai promotori a livello nazionale - vuole essere quello di invitare tutti a restituire fiducia ai politici, mettendo fine ai paralizzanti conflitti che hanno contraddistinto per troppo tempo, finora, il rapporto politico-cittadino, augurandoci che man mano si spengano anche le polemiche tipicamente locali che di costruttivo hanno sempre ben poco. Ognuno – conclude il vice coordinatore regionale del Codacons - in tal caso (dai semplici cittadini alle associazioni, dalle aziende pubbliche a quelle private, dagli amministratori alle istituzioni ed enti di qualsiasi livello) per far sì che la campagna si realizzi in un successo concreto dovrebbe ricominciare a svolgere le funzioni del ruolo che riveste riportando al centro esatto delle proprie attività l’interesse generale della comunità di cui è parte integrante e verso la quale ha la sua giusta quota di responsabilità civile e sociale».