Teatro Marrucino, braccio di ferro per la scelta del direttore artistico

Spaccatura tra Di Primo e Di Stefano?

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Di Primio e Di Stefano

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CHIETI. Il teatro Marrucino come causa strisciante di crisi nella maggioranza al Comune di Chieti.


CHIETI. Il teatro Marrucino come causa strisciante di crisi nella maggioranza al Comune di Chieti.

Il sindaco Umberto Di Primio ed il senatore Fabrizio Di Stefano sembrano infatti viaggiare su due binari diversi per la nomina del direttore artistico.
Il nuovo CdA vuole sceglierlo attraverso un bando pubblico, altri fanno il tifo per conservare il ruolo ed il posto all’attuale responsabile Fabio D’Orazio. Non siamo alle “convergenze parallele” della politica alta, ma solo al fatto che i binari come tali sono paralleli e non si incontrano mai: da una parte c’è il senatore Di Stefano, che ha la delega al Teatro e risulta essere lo sponsor principale dell’Associazione amici del Teatro Marrucino, di cui è esponente di punta il maestro Fabio D’Orazio. Dall’altra c’è il sindaco Di Primio che va avanti con il suo progetto della nuova Deputazione teatrale, il cui CdA sta varando il bando pubblico per direttore artistico. I “malpancisti” della maggioranza leggono questa iniziativa del bando come uno sgarbo interno alla maggioranza di centrodestra: la Deputazione non risponde più al senatore Di Stefano e quindi inserisce nel bando il possesso di titoli che D’Orazio non avrebbe, proprio per esautorarlo, il CdA smentisce questa interpretazione maligna e replica attraverso Paolo Roccioletti che «l’avviso pubblico per il nuovo direttore artistico è solo un bando e nulla più – spiega tranquillo – il CdA pensa che sia un fatto di trasparenza e basta. Lo scopo è semplice: individuare una figura che sia più vicina ai nostri progetti. Ci siamo insediati, abbiamo un programma, è del tutto conseguente che si cerca una persona adatta a realizzarli. Le dietrologie appartengono alla politica».
 Se Roccioletti smorza la polemica, il “malpancisti” del Pdl temono un ritorno negativo da questo braccio di ferro tra sindaco e senatore, ad esempio il taglio dei finanziamenti regionali che già sono pochi e che rischiano di azzerarsi. La difesa di D’Orazio però, affidata anche ad una telefonata romana che sarebbe giunta a Di Primio, potrebbe nascondere in realtà una proposta di mediazione: far nominare alla direzione artistica del Teatro un nome importante come quello di Ettore Pellegrino, un violinista di grosso spessore che è la punta di diamante della Sinfonica abruzzese, e che passerebbe con il gradimento della Fondazione Carichieti, assicurando comunque un ruolo a D’Orazio. In sostanza il quadro che si va delineando per la gestione del Marrucino è questo: Teate servizi ha chiesto di organizzare la Settimana mozartiana, con D’Orazio direttore artistico. Il teatro di prosa è in mano all’Atam (L’Aquila) e per il teatro contemporaneo un grosso ruolo è affidato a esperti non locali: se anche la musica viene gestita da mani “estere”, vuol dire che Chieti ed il suo territorio non riescono ad esprimere nulla. Eppure ogni giorno arrivano da tutto il mondo notizie di bravi musicisti della disciolta orchestra che si fanno onore e che sono andati a dirigere teatri molto importanti, dal sud America, agli Usa all’estremo oriente.
Sebastiano Calella