Alba Adriatica, «via l’assessore condannato ad un anno di reclusione»

Italia dei Valori, Partito Socialista, Rifondazione Comunista e Federazione dei Verdi contro Casare Di Felice.

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ALBA ADRIATICA. «Chi viola le leggi per favorire qualcuno a scapito di tutti gli altri non può essere garante di nessuno, non ha alcuna credibilità».

Ne sono convinti i consiglieri di Idv, Socialisti, Rifondazione e Verdi che chiedono a Di Felice di fare un passo indietro: «deve dimettersi da assessore di una città il cui futuro non può essere agganciato alle sorti personali di un condannato in primo grado per reato legato alla pubblica amministrazione».
Cesare Di Felice, oggi è ancora in carica come assessore in seno all’amministrazione di Alba Adriatica. «Comprendiamo che siamo “solo” alla sentenza di primo grado», ammettono i consiglieri, «ma non possiamo esimerci dall’esprimere un giudizio sull’opportunità politica che un condannato per vicende legate al suo ruolo di amministratore pubblico, mantenga ancora la sua carica, oltretutto con la delega alla Polizia Municipale».
In un momento storico dove la “questione morale” all’interno delle istituzioni politiche ritorna con grande impatto sull’opinione pubblica italiana, secondo Idv, Socialisti, Rifondazione e Verdi «nessun condannato per vicende legate alla pubblica amministrazione, seppur in primo grado, può continuare a ricoprire cariche pubbliche. Le istituzioni dovrebbero per prime eliminare qualsiasi dubbio sulla condotta etica di chi le rappresenta. Di fronte a una sentenza si dovrebbe valutare l’opportunità politica di mantenere in carica un assessore che riceve una condanna per il reato legato alla pubblica amministrazione».
Da qui la richiesta senza appello: «Di Felice rimetta il mandato. Si difenda, com’è suo diritto, nelle sedi opportune, ma lasci la sua carica di amministratore pubblico». Qualora Di Felice non volesse rassegnare le proprie dimissioni, i consiglieri chiedono al sindaco di ritirargli la delega perché «il Comune di Alba non può permettersi per una questione di credibilità un assessore condannato. Se il primo cittadino lo lascia al suo posto manda alla cittadinanza messaggi molto negativi».