Commissione pari opportunità Pescara: «c’è ancora molto da fare»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un momento di riflessione sull’occupazione al femminile, sui ruoli oggi rivestiti nella famiglia, nel sociale, nel lavoro, e sui passi che ancora restano da compiere per giungere a una reale parità.


Sono questi alcuni dei temi che saranno toccati oggi nel corso del convegno su ‘Pari Opportunità, Pubblica amministrazione e Sviluppo umano' previsto nella sala consiliare di Pescara.
Lo ha annunciato la Presidente della Commissione consiliare Pari Opportunità Daniela Arcieri Mastromattei.
«Gli ultimi dati statistici – ha affermato la Presidente Arcieri Mastromattei - ci dicono che negli ultimi anni è cresciuta la percentuale delle donne impiegate nella pubblica amministrazione, arrivando al 55 per cento, ma il dato scende al 15 per cento se guardiamo ai settori apicali. In alcuni campi, come la scuola, la presenza delle donne è arrivata al 76 per cento, ma nei luoghi di potere continuiamo a registrare una prevalenza maschile. In realtà l'obiettivo delle donne non è quello di sovvertire tale situazione, ma piuttosto di riaprire insieme il gioco della vita, c'è un desiderio di crescita congiunta, valorizzando le risorse umane tipiche della donna che continua a subire una discriminazione sotterranea pur avendo dimostrato in ogni campo la propria meticolosità, l'attenzione tipica del genere femminile nel proprio lavoro. Lo vediamo nel dibattito sulle quota rosa, che qualcuno vuole abolire parlando di ‘ghettizzazione': in realtà è l'ennesimo tentativo di sottrarre lo spazio conquistato alla donna nella politica, specie nei comuni del sud. Pensiamo che nei rilevamenti del 2010 è emerso che tra tutti i comuni capoluogo ci sono solo sei donne sindaco, 2 in meno del 2008».
Compito delle Istituzioni dovrebbe essere quello di continuare a lavorare per fornire alle donne gli strumenti utili per continuare la propria carriera anche dopo aver avuto un figlio, sfruttando ad esempio il telelavoro, creando corsi di formazione per permettere alle donne di inserirsi professionalmente anche nei settori che oggi sono a esclusivo appannaggio degli uomini.

26/06/2010 10.00