Cancellato l'assegno per sindrome Down, Palomba (Idv): «crudele»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Un provvedimento scellerato e crudele». con queste parole il vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Abruzzo, Paolo Palomba (IdV), bolla il decreto legge n. 78 del 2010.


E' stato cancellato l'assegno di assistenza per chi soffre della sindrome di Down.
L'assegno per l'assistenza andrà, infatti, solo a chi raggiunge l'85% di invalidità.
38mila persone che soffrono di questa sindrome in tutta Italia non avranno più gli appena 256 euro al mese.
«AL comma uno della manovra, infatti, - spiega il consigliere regionale dell'Italia dei Valori - innalza la percentuale d'invalidità necessaria all'ottenimento del sussidio, un'elemosina, dal 74% all'85%, escludendo di fatto tutti i down che, secondo le tabelle del Ministero della Sanità, hanno un'invalidità pari al 75%. E' davvero Incredibile come questo Governo intenda colpire una fascia di popolazione che invece avrebbe bisogno di maggiori attenzioni e magari di ulteriori sussidi».
Le persone affette dalla sindrome di Down e le loro famiglie, che sino ad oggi hanno contato su questo, pur irrisorio, contributo statale, dovranno rinunciarvi.
«E' condivisibile la necessità di tagliare dei costi per lo Stato», continua Palomba, «ma partire discriminando le categorie più deboli sembra veramente un controsenso, un qualcosa di inaccettabile contro il quale l'IdV alzerà la voce in tutte le sedi. Ci saremmo aspettati - continua il leader dell'IdV del Vastese - un provvedimento finanziario che combattesse l'evasione fiscale, gli alti costi della politica, i molti falsi invalidi che si moltiplicano anche nel Vastese, e invece ci ritroviamo con un testo di legge che penalizza chi già è in difficoltà».
Secondo il governo, la misura è un efficace antidoto contro i falsi invalidi e le truffe allo Stato.
Ma Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, scuote la testa: «Qui si mettono in gioco i diritti fondamentali dell'individuo. I falsi invalidi, secondo il ministro Tremonti, sarebbero le persone ai margini della società che - alla faccia del principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità - vengono private dell'unica misura nazionale capace di incentivare la permanenza nel contesto familiare. Un aiuto che restituisce una seppur minima opportunità di inclusione sociale».

22/06/2010 11.22