Chieti, centrodestra in affanno al Comune

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3848

CHIETI. «L’amministrazione di centrodestra a Chieti? Dilettanti allo sbaraglio»: si scatenano Pd e Idv per contestare errori e marce indietro della maggioranza in Consiglio comunale.


Risponde il sindaco Umberto Di Primio: «I nostri errori? Hanno avuto un effetto terapeutico: così i poveri rappresentanti del centrosinistra hanno avuto modo di riprendersi dopo la batosta elettorale».
Si consuma così l'ultimo scampolo di politica amministrativa prima delle ferie estive: a parti rovesciate (prima era il centrodestra ad inondare di comunicati le redazioni) si recita lo stesso copione di pochi mesi fa.
Solo che adesso il sindaco Di Primio è lasciato solo dalla sua squadra e dai suoi assessori a difendere l'operato dell'amministrazione ed a scendere in campo per rimediare agli errori altrui (vedi Bilancio ritirato per mancanza di documenti obbligatori) o alle iniziative estemporanee di altri (vedi la proposta del capogruppo Ginefra sul nucleare a Chieti).
Al contrario, l'ex sindaco Francesco Ricci e la sua squadra (Luigi Febo, Bassam El Zohbi, Alessio Di Iorio, Enrico Iacobitti per citare gli ultimi comunicati) sembrano aver ritrovato l'uso della parola ed il gusto dell'opposizione.
E giù fendenti sui lavori pubblici in corso, «tutti decisi da noi, compreso Corso Marrucino» scrive il Pd, sul cambio di nome a Piazza San Giustino, sulla riduzione della Tosap ai commercianti «ma quale riduzione? - scrive Bassam El Zohbi – si tratta di 60-80 euro ciascuno che noi avevamo già previsto nei mesi estivi. E poi è solo un annuncio: in Bilancio non c'è nessuna posta che lo attesti, come avevamo fatto noi per le famiglie povere in difficoltà per l'affitto».
Ed ancora: «L'assessore Melideo parla di indebitamento per i lavori? Ma conosce la differenza con gli investimenti per scuole, viabilità e fogne e debiti? E poi non sa che molte opere sono state finanziate in altro modo?»
«Le delibere sono state portate in consiglio corrette grossolanamente, con i foglietti attaccati – rincarano Febo e Iacobitti – se fossimo stati un'opposizione irresponsabile con il centrodestra in passato, invece di chiedere il ritiro del provvedimento lo facevamo approvare, salvo l'annullamento al Tar».
E così via, di accusa in accusa, con una risposta flebile del centrodestra, visto che è solo il sindaco a presidiare il Comune e a comunicare con una certa efficacia l'attività concreta della sua amministrazione.
Che poi siano solo annunci o piccoli eventi amplificati (secondo l'accusa del centrosinistra), ciò dimostra che la maggioranza non sa reagire.
Un dato appare però certo: l'attivismo del sindaco fa risaltare in modo impietoso quella che l'ex assessore Luigi Febo chiama «incapacità della Giunta».
La risposta a queste polemiche può venire solo dalla squadra di governo in carica al Comune di Chieti: è ancora in fase di rodaggio oppure è strutturalmente debole?

Sebastiano Calella 16/06/2010 9.12